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Vasto, settima città del Abruzzo in provincia di Chieti, nel periodo della Roma antica era chiamata “Histonium”.
Vasto, di antichissime origini, che risalgono circa al 1184 a.C. precisamente 10 anni dopo la fine della guerra di Troia,
fu una delle tante città fondata dal re dell’Etolia: Diomede, che, così racconta la leggenda, si esiliò volontariamente dopo il lungo assedio di Troia.
Diomede con le sue genti sbarcò nell’Italia Meridionale dove fondò diverse città, una di queste fu Histon,
chiamata così in ricordo del monte Histone a Corfù.
Verso il V secolo i Frentani, antica popolazione italica, presero possesso di questa terra iniziando il commercio della lana.
Il nome fu cambiato in Histonium, la città divenne un municipio romano, infatti sullo stemma si può ancor leggere
“VASTUM OLIM HISTONIUM ROMANUM MUNICIOIUM”, ma il suo prestigio e importanza accrebbe sotto l’età imperiale.
La città presenta ancora l'antica struttura romana, a trama viaria ortogonale nella parte nord, apparendo infatti
evidente il Decumano massimo e il cardine principale inglobate dalla cinta muraria medioevale di cui resta la porta
(santa Maria) ed un torrione cilindrico (di Bassano). La città romana vantava il campidoglio, le terme e numerosi
templi e ville augustee oltre ad un anfiteatro (celato sotto piazza Rossetti). La frana del 1956 ha cancellato
le numerose tracce di antichità esistenti nella parte orientale.
Vasto, nel tardo impero, fu esposta a saccheggi e a diverse dominazioni, subì i Longobardi con Teodorico,
quindi nell’802 fu distrutta dai franchi guidati di Peppino il Breve, il loro condottiero Guasto d’Aimone duca
di Dordona ricevette in premio una parte del terreno, su cui fondò una città che prese il suo nome. L’altra parte
del terreno fu data a un Gisone, da qui il nome di Guasto Gisone.
Dal secolo IX al XIV Vasto, con un alternarsi di splendore e decadenza e con diverse vicende di guerre passò sotto vari feudatari.
Tra il X e il XII secolo la città fu invasa prima dai Saraceni e poi dagli Ungari, divenne possedimento dell'Abbazia
di San Giovanni in Venere dal 1041 al 1271, ma questo non impedì ai Crociati nel 1194 e ai Veneziani nel 1240 di saccheggiarla.
Nel 1177 il Papa Alessandro III si fermò a Vasto fino al giorno delle Ceneri, per l’ospitalità data più tardi Pio VI concesse
un’indulgenza plenaria in forma di Giubileo, che si celebra tutt’ora oggi.
Nel1385 Guasto D’Aimone e Guasto Gisone furono fuse sotto richiesta di Carlo III di Durazzo.
Vasto passò di proprietà ai Caldora, che costruirono il castello Caldoresco.

Il Castello fu edificato nella metà del XV sec. da Giacomo Caldora, nel 1464 subì un assedio per 3 mesi da parte delle truppe
del re Ferdinando I d’Aragona. Dal 1605 al 1697 fu adibito a tribunale e carcere, nel 1713 fu restaurato e verso la metà
dell’Ottocento fu adibito ad abitazione privata.
Il castello su una base scoscesa, fu edificato sulla collina su cui si adagia la città alta, con cortile rettangolare.
Ai potenti bastioni cilindrici originali furono aggiunte nel 1439 tre punte sporgenti quadrangolari.
Risultano ancora visibili nelle mura le cannoniere e le feritoie per le colubrine. in un punto da cui si domina la marina,
è un monumento dalla lunga e articolata storia costruttiva. secondo un modello risalente all'architettura militare svevo-angioina.
la torre di Bassano, la torre Diomede de Moro e la Torre di Santo Spirito), poi i Guevara e poi i D'Avalos.
Il feudo poi passò nuovamente nelle mani dei Caldora, dei Guevara per poi essere infeudato nel 1496 a Roderigo D'Avalos la cui famiglia la tenne poi fino al 1798.
I D'Avalos nobile famiglia spagnola trasferirono il fasto della corte iberica e costruirono uno splendido palazzo: il palazzo D'Avalos
(distrutto dai turchi nel 1566 e poi ricostruito in stile rinascimentale). La città per la sua bellezza venne chiamata l'Atene degli Abruzzi.
Il 29 marzo 1710 Carlo III d'Austria, con suo diploma concede a Vasto il privilegio del titolo di "Città".
La Rivoluzione Francese, i moti e l’instaurazione della monarchia napoleonica ebbero un forte impulso su Vasto, che il 4 settembre 1860,
innalzòil Tricolore di Garibaldi e di Vittorio Emanuele, dichiarando decaduto il regno Borbonico.
Nel 1938, in epoca fascista, Vasto fu ribattezzata ufficialmente Istonio, con un chiaro riferimento al suo antico nome latino, Histonium,
e mantenne tale denominazione fino all'autunno del 1944.
Molti sono le bellezze da visitare:
Il Castello Aragonese sulla ex statale 16, nei pressi della chiesetta di San Michele.

Torre di Bassano
Torre Diomede del Moro
Torre di Santo Spirito
Chiese: La Cattedrale di San Giuseppe
Chiesa Stella Maris

Il Palazzo d’Avalos situato in Piazza Pudente, è costruito sui resti di un edificio del XIV secolo. Si tratta di una struttura
originaria del '300 di cui conserva diversi dettagli decorativi: n'è una testimonianza una splendida bifora. Dopo il periodo
angioino che lasciò tracce profonde nella sua struttura, il palazzo, nel 1427, viene ingrandito dal Caldora.
Alla fine del '400 Vasto conosce la signoria di Innico II d'Avalos, che assume il titolo di signore del Vasto.
I D'Avalos, famiglia di origine spagnola, vi trasferiscono il fasto della corte iberica e innalzano uno splendido palazzo;
la città, per la sua bellezza, viene chiamata "Atene degli Abruzzi". Nel 1566 L'edificio fu incendiato dai turchi,
guidati dal famoso Pialy Pascià; del palazzo rimasero in piedi solo i muri perimetrali, ma nello stesso anno
i D'Avalos diedero inizio al suo restauro. A dirigere i lavori fu chiamato Fra' Valerio De Santis, conventuale di San Domenico.
La riedificazione comportò alcune modifiche: il cortile divenne più razionale con l'aggiunta di un portico (oggi tre delle quattro arcate sono chiuse),
mentre a levante fu realizzata una spaziosa terrazza per gli appartamenti marchesali; in quello principale, rivolto verso il mare, era possibile ammirare,
fino a poco tempo fa, il meraviglioso baldacchino dei signori vastesi. Il sontuoso giaciglio fu testimone, secondo una leggenda popolare,
dell'esercizio del "Jus primae noctis", da parte di un marchese, Innico III, a danno delle avvenenti spose locali.
I vastesi per due anni, dal 1497 al 1499, si opposero all'entrata dei D'Avalos come feudatari (accettati in seguito solo grazie alla mediazione del Re Federico d'Aragona.
Il palazzo fù anche dimora di Vittoria Colonna, confidente ed amica del noto Michelangelo. La fortuna del palazzo era legata alla presenza dei D'Avalos.
Con la morte del magnifico Cesare Michelangelo, avvenuta nel 1729, i discendenti preferirono dimorare stabilmente a Napoli presso la corte,
per questo la decadenza del complesso divenne inevitabile. Attualmente è sede del Museo Archeologico e della pinacoteca.
La sezione archeologica ospita statue femminili, teste di Afrodite, Eros, Zeus e Sileno oltre una serie di statuine bronzee, tutte raffiguranti la figura di Eracle.
La Pinacoteca contiene un settore dedicato alla pittura contemporanea ed in particolare a quella del'800, in cui si possono ammirare opere di Filippo Palizzi,
Valerio Laccetti, Francesco Paolo Michetti e Giulio Aristide Santoro, tutti artisti abruzzesi.

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