Vacanze in Riviera Adriatica
  Vacanze in Riviera Adriatica
  Lignano Sabbiadoro
  Marano Lagunare
  Trieste
  Muggia
  Grado
  Caorle
  Bibione
  Jesolo
  Venezia
  Chioggia
  Ravenna
  Rimini
  Pesaro
  Fano
  Senigallia
  Ancona
  Civitanova Marche
  San Benedetto del Tronto
  Giulianova
  Pescara
  Ortona
  Vasto
  Termoli
  Manfredonia
  Barletta
  Trani
  Bisceglie
  Molfetta
  Giovinazzo
  Bari
  Mola di Bari
  Polignano a Mare
  Putignano
  Monopoli
  Brindisi
  Otranto
Barra di navigazione: Vacanze in Riviera Adriatica > La città di Senigallia

Guarda le previsioni Meteo a Senigallia

Senigallia è una delle principali località turistiche delle Marche, il suo nome S’ingaia o Sinigallia è usato fin dagli inizi del XX secolo, inoltre fin dal 1997 è ininterrottamente Bandiera Blu, riconoscimento dato dalla Fondation for Enviromental Education per la qualità delle acque di balneazione, l’attenzione alla gestione ambientale, servizi e sicurezza in spiaggia, famosa per essere “spiaggia di velluto”.

Senigallia sorge sulla costa Medio-Adriatica alla foce del fiume Misa, territorio prevalentemente pianeggiante è circondata da colline degradanti verso il mare, segna il confine fra i dialetti gallo-italici e quelli propriamente detti italiani, è una città fondata dai galli Senoni su una collina a Sud del fiume Misa attorno al IV sec. a. C., per la sua posizione di fronte al mare e dominante il guado esistente, fu definita “la capitale” dei Galli in Italia, i cui eserciti guidati da Brenno si mossero contro Roma, che sconfissero e spinsero sul Campidogli, si ritirarono solo dopo il pagamento di un pesante tributo, famosa è rimasta la frase del vincitore Brenno” Vae victis! cioè Guai ai vinti!”

La fortezza di Senigallia

Roma dopo la battaglia del Sentino nel 295 a.C. riprese il suo dominio su tutta la Campania, Etruria e Umbria, territorio fra il fiume Esino e Ariminum (Rimini) fu denominato Ager Gallicus, sostituendo nel 284 a.C. la capitale dei galli “Sinigallia” con Sena (Siena) nell’Etruria. .Il centro storico di Senigalia è costruito su impronta di città romana. Fu scelta come sede delle truppe romane, che sconfissero sul fiume Metauro il generale cartaginese Asdrubale Barca, fratrello di Annibale. Il centro fu costruito su formazione di città romana.

Con l’invasione Longobarda, Senigallia passò sotto il dominio bizantino al diretto controllo dell’Esarcato di Ravenna, facendo parte della Pentapoli bizantina seguì tutte le vicende storiche fino alla donazione della Pentapoli al Papato.
Si sviluppò intensamente nel XIII sec. e fu istituita la Fiera della Maddalena, che tuttavia causò scontri con Fano, Jesi ed Ancona, a causa delle lotte fra guelfi e ghibellini, Manfredi da Napoli abbattè le mura e distrusse la città. La vecchia salina a sud della città fu abbandonata, riducendo la zona in una insalubre palude malsana, trasformando la città in un borgo arroccato attorno ad un vecchio forte sui resti di una torre romana.

Solamente dopo aver riportato la sede da Avignone a Roma , il Papa Gregorio XI decise nel 1378 di restaurare l’autorità nei territori dello Stato Ecclesiastico, dando l’incarico di bonificare la palude salmastra, rinforzando il fortilizio, che divenne torre d’avvistamento sul mare.
Con la ripresa della città, i Malatesta di Rimini ai primi del Quattrocento imposero il loro dominio. Sigismondo Pandolfo Malatesta prese talmente a cuore la città di Senigallia da rifondarla.
Infatti egli decise la ricostruzione della cinta muraria e dei bastioni difensivi, seguendo in parte il vecchio tracciato delle mura abbattute e realizzando di fatto una città fortificata dalla forma rettangolare, seguendo un progetto che aveva come base il cardine e il decumano della città duecentesca, inglobando nelle nuove difese il fortilizio fatto realizzare dall'Albornoz, che da questo momento divenne il nucleo su cui successivamente verrà edificata la Rocca Roveresca.

Ma Sigismondo non solo rinnovò la città ma rivitalizzò la vecchia Fiera della Maddalena e per ripopolare la città invitò da tutta Italia quante più persone possibili a stabilirsi nella “Nuova Città”, dando agevolazioni fiscali, il nucleo della comunità ebraica aiutò dando un nuovo impulso commerciale.
La ricostruzione era così costosa da costringere Malatesta a contrarre debiti con il papa Sisto IV, che per questo gli tolse il possesso della città (arrivando a scomunicarlo dopo un tentativo fallito di restaurare il proprio potere), per passarlo nel 1474 al nipote Giovanni della Rovere, che divenne il nuovo signore di Senigallia con il titolo di Duca, che fece incidere all’interno della Rocca, detta roveresca, “ IO DVX IO PRE Giovanni, duca (di Senigallia) e prefetto (di Sora).

Negli anni successivi Giovanni della Rovere sposerà la figlia del Duca di Montefeltro, antica famiglia che aveva autorità sulla città di Urbino e tutto il nord delle attuali Marche e nemico giurato dei Malatesta; il loro figlio, Francesco Maria della Rovere verrà adottato dall'ultimo duca del Montefeltro, Guidobaldo, e unirà i domini delle due famiglie.

Tra i quattrocento e cinquecento, Senigallia passò sotto il dominio di Cesare Borgia, detto il Duca Valentino e descritto da Macchiavelli ne Il Principe come esempio di “homo novus”, aiutato dal padre Papa Alessandro VI allargò il suo dominio fino alla Romagna e Marche, potente e spietato, perse i suoi domini, con la morte del padre nel 1503 e la salita al soglio di Pietro di Giulio II della Rovere, che restituì tutto ai suoi parenti.



Senigallia fu governata dai Della Rovere fino alla morte dell’ultimo discendente maschio nel 1626 quindi ritornò al Papato.
Sotto i Della Rovere presero importanza La Rocca il Palazzo Ducale con la cinta muraria pentagonale e la Fiera della Maddalena, divenuta per l’importanza di scambi merci provenienti da tutto il Mediterraneo “Fiera Franca” in quanto non si pagavano dazi. Doganali, il suo sviluppo fu tale da dover provvedere ad ampliare la città.

Nel '700 fu abbattuto il tratto delle mura che costeggiavano la riva destra del fiume Misa, per realizzare i primi portici, poi dedicati al Cardinale Ercolani che seguì i lavori. A questo primo ampliamento, ritenuto non sufficiente, sempre nel '700 ne seguì uno successivo che comportò l'edificazione dell'ultima parte dell'attuale centro storico, da via Pisacane al fiume dietro le caserme e dai portici costeggianti il fiume (che vennero proseguiti fino al ponte del Duomo) fino all'attuale V.le Leopardi: un progetto non concluso in quanto prevedeva la realizzazione di un porticato anche nel quartiere Porto e l'allungamento delle mura fino ad includere parte dell'ex Consorzio Agrario ed arrivare fino all'attuale ponte del Duomo. La parte in ampliamento comportò la realizzazione del teatro cittadino al di sopra di uno dei bastioni, poi divenuto famoso come teatro "La Fenice", omonimo del più famoso teatro veneziano.

Il dominio napoleonico andò dal ‘700 all’800, poi ritornò sotto il potere papale. Qui nacque Mastai Ferretti, passato alla storia come papa Pio IX, l'ultimo papa-re,

Mastai Ferretti - papa Pio IX

salito al soglio pontificio nel 1846 e destinato a concludere il pontificato più lungo della storia dopo quello che tradizionalmente viene riconosciuto all'apostolo Pietro, ben 32 anni.
Un Papa forte, che liberò tutti i detenuti politici, che si ritirò dalla lottsa di liberazione contro l’impero Austro Unfarico, che vide Rima capitale di uno Stato Unitario dopo 1300 anni, che si ritirò prigioniero in Vaticano, segando la rottura fra lo Stato Vaticano e l’Italia, ricostituita poi da Mussolini nel 1929.

Fra il XIX e XX sec. si incrementò in Senigallia il turismo,simbolo fu lo “Stabilimento Bagni” ( oggi Hotel Marche) e la Rotonda mare, ex palafitta, poi più tardi il grande Teatro La Fenice con dimensioni comparabili a quello della Scala di Milano. Nel 1928 Senigallia insieme a Cortina d’Ampezzo fu riconosciuta la prima sede dell’Azienda autonoma italiana.

La città si può raggiungere con qualsiasi mezzo di trasporto tranne che con l'aereo perché non ha aeroporto solo nella vicina Falconara. Qui si trova l'uscita di Senigallia della A14; una stazione ferroviaria che passa sul litoraneo; la Strada Statale Adriatica, poi divisa in sud e nord ed infine vi è un porto non molto grande. Luoghi da non perdere:
Teatro La Fenice l’originale non più esistente, fu affidata all'architetto locale Pietro Ghinelli: iniziata il 18 ottobre 1828 i lavori terminarono nel luglio 1830 e costarono 19.221 scudi.
La struttura della sala presentava tre ordini sovrapposti di palchi per un totale di 63, sovrastati da un loggione, un ampio palcoscenico, camerini per attori e comparse, atrio per caffè e trattoria.
Nella notte del 9 agosto 1838, dopo la rappresentazione de La battaglia di Navarino, il teatro andò tragicamente distrutto in uno spaventoso incendio. Il consiglio comunale si riunì quattro giorni dopo e decise la ricostruzione del teatro. Il nuovo teatro comunale venne chiamato "La Fenice", come spesso accadeva per i teatri ricostruiti in seguito ai non rari incendi. Era caratterizzato da una struttura con platea di 182 m2 di superficie, 99 palchi su quattro ordini ed il loggione. La capienza sfiorava i 1000 posti di cui 344 in platea.

Memorabile nel luglio 1904 fu la presenza a Senigallia di Pietro Mascagni che qui presentò l'Iris (opera). Arrivato in città il 25 luglio in occasione di una esposizione Area e museo archeologico La Fenice, Museo d'arte moderna e dell'informazione, Museo della storia della mezzadria Rocca di Senigallia (1479-91). Costruzione attribuita a B. Pontelli, in cui è incorporata parte delle vecchie mura romane repubblicane: è uno splendido esempio di architettura militare.

Rocca Senigallia



Chiesa della Croce Chiesa della Croce (1576). La costruzione fu rifatta nel XVII con interno rettangolare a una navata, barocco, e bel soffitto a cassettoni; all'altare maggiore, Deposizione di Cristo, tela del Barocci, del 1573-82.

Palazzetto Baviera. Piccola elegante costruzione rinascimentale, con bel cortiletto porticato, e, all'interno, decorazioni a stucco di F. Brandani del XVI. Chiesa di San Martino Portici Ercolani (XVIII sec.). Costruiti per i traffici portuali, erano sede della fiera per cui la cittadina è rinomata.

Chiesa della Croce Senigallia



Urbanistica e Monumenti. Restano tratti delle mura quattrocentesche, la Rocca eretta da Baccio Pontelli (1480-91) che costruì anche Santa Maria delle Grazie.
Nelle vicinanze si trovano il castello di Roncitelli (sec. XV) e il diruto castello di San Capezzano (sec. XIV) con la quattrocentesca chiesa di San Giovanni.
Santa Maria delle Grazie (1491). Eretta da B. Pontelli, conserva, all'interno, magnifica tavola del Perugino, Madonna con Bambino e Santi.

Il porto non è molto grande, si trovano solo imbarcazioni a vela o motoscafi non molto grossi. Il fiume Misa divide la città sfociando nel porto da un canale costruito artificialmente, mentre i frangiflutti sono stati allungati... Qui possiamo anche trovare la Sirena di Senigallia in qui le persone innamorate mettono i lucchetti con i propri nomi sopra e buttano la chiave in mare.

Darsena Senigallia

La Darsena. Triveneto : la tua vacanza ideale dalle Alpi al Mar Adriatico.
E' vietata ogni riproduzione dei contenuti di questo sito. Per informazioni rivolgersi a link@abcvacanze.it
Elenco di tutti gli hotel Milano Marittima selezionati per categoria, tutti muniti di piscina e aria condizionata.
Realizzazione siti internet