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Putignano ha un origine antichissima, dimostrata da reperti ritrovati in diversi sepolcreti di origine peuceta.
I Cavalieri di Malta esercitarono il loro dominio nel Medioevo fino all’abazzia di S.Stefano a Monopoli.
Putignano fu costruita su tre colli a 375 metri sul livello del mare ed a 18 km dallo stesso; si estende
su una superficie di circa 99 Kmq ed attualmente ha circa 30000 abitanti. Il suo borgo antico è di forma ellittica,
protetto nei secoli da possenti mura ormai scomparse e da un ampio fossato che nel 1876 per volontà del Sindaco Giovanni
Tateo diventò un ampio estramurale.
Per 200 anni fu sotto alla diretta dipendenza del Papa per il potere spirituale e temporale, tramite il governo
dei Benedettini e fino al 1808 dei Cavalieri di Malta.

Federico II cercò di accattivarsi la fedeltà del cittadini di Putignano, facendo costruire un castello che demolì
accorgendosi che il popolo era fedele solo al Papa.
Il centro storico per gran parte conserva tutt’oggi la struttura medioevale caratterizzata dalla piazza principale,
Piazza Plebiscito, sulla quale si affacciano la Chiesa Madre, il Palazzo del Balì, che nel Medioevo era sede dei
Cavalieri di Malta, il Sedile , sede del Governo e da una lunga strada, la Chiangata, che collegava le due porte di accesso:
Porta Barsento e Porta Grande o Magiore. La rete viarie è formata da strade strette e tortuose, soprattutto molti vicoli e corti,
che sono tipici nell’architettura mediterranea dotata di servizi comunitari. pozzi, pile etc e chiusi da grandi portoni di
legno o di ferro situate all’altezza degli androni, suggestivo èla corete che si affaccia su via Pozzo la Chianca e via Mulini.
La popolazione di Putignano partecipò fra il Sette e Ottocento, attivamente alle rivoluzioni: Napoletana,
quella dei Carbonari e alla Risorgimentale.
Con la costruzione della linea ferroviaria Bari-Putignano, nel XX secolo e di una grande officina per la produzione dell’energia
elettrica, furono costruiti fabbriche di cappelli, ombrelli, cappotti e vestiti per il mercato nazionale ed estero.

A soli 12 e 6 km da Putignano si trovano i Trulli di Alberobello e le Grotte di Castellana, una linea di pullman assicura
quotidianamente i collegamenti con Roma, così come Bari, Lecce e Taranto.
L’aeroporto di Bari e Brindisi permette ai turisti di raggiungere Putignano non solo in treno o in automobile.
Da vistare:
La Chiesa Matrice di S. Pietro, che conserva un bellissimo portale ad ogiva,
un ampio rosone e un’imponente facciata a capanna rifatta nel1474 dall’architetto Onnini.
All’interno di particolare interesse le statue di San Sebastiano e San Pietro realizzate da Stefano da Putignano,
il maggiore scultore Rinascimentale pugliese.
Il soffitto in legno dipinto del 1743 3 l’organo del 1771, numerose sono le tele e un presepe monumentale
in pietra policroma con statue del XVIII secolo.
A fianco alla Chiesa, si trova il Palazzo che ospitò il Balì, rappresentante del Gran Consiglio dei Cavalieri di Malta.
La Famiglia Romanazzi Carducci nei primi dell’Ottocento acquistò l’edificio per trasformarlo in una elegante residenza privata.
Più tardi il principe Romanazzi Carducci lo donò con la ricca collezione di armi da fuoco, tele, arazzi, libri, argenterie etc.
al Comune di Putignano perché fosse trasformato in Museo Civico.
La Chiesa delle Carmelitane Scalze, ricco di pregevoli altari, stucchi e numerosi dipinti, con annesso monastero
oggi sede della Bibblioteca Comunale.
La Chiesa di S. Maria La Greca con un’elegante facciata barocca il monastero e la Chiesa di S. Chiara.
Al di fuori delle antiche mura da visitare sono:
Il Convento dei Carmelitani, mentre sulla strada che conduce ad Alberobello si trova la seicentesca chiesa e convento di S. Domenico
La Chiesa ha la facciata barocca, con massiccio campanile in stile “romanico” e stucchi alle volte e alle pareti.
L’annesso monastero, famoso non solo per la fornitissima bibblioteca, ma anche per aver ospitato il frate Domenico Giovinazzi,
maestro d’italiano di W. Goethe.
Il Convento dei Capuccini del XVII sec.
Villa Marcualdo con un bel portale a sesto acuto e stemma.
Villa Karusio con torre in stile Ghibellino.

Per Putignano l’agricoltura e anche il commercio fu fondamentale, infatti intense erano le
richieste di tessuti di lana e di cotone lavorati a mano compresa una ottima e famosa felpa
di cotone che alcune tintorie coloravano con maestria insieme ai filati.
Altrettanto richiesti erano gli aratri, le zappe, le forbici da potare, i grossi chiodi per le scarpe
(bullette), coltelli ed utensileria varia.
Infine con il fragno (quercus troiana), con la roverella (quercus pubescens), il leccio (quercus ilex), il noce,
l'olivo ed il castagno abili falegnami realizzavano mobili, botti, carrozze e carri agricoli sempre di buona qualità.
La International Astronomical Union assegnò il nome PUTIGNANO con la seguente citazione :
Pittoresca cittadina italiana nella regione Puglia famosa per il suo carnevale,
Putignano infatti oggi è famosa anche per il carnevale, che risale al 1394.
Il carnevale di Putignano è uno dei più lunghi per durata, inizia infatti il 26 Dicembre con la cerimonia dello scambio del “cero”,
che viene donato dai cittadinoi con una cerimonia alla Chiesa, affinchè i peccati commessi durante il Carnevale vengano perdonati,
per continuare alla sera con le Propaggini.
La festa delle Propaggini consiste nella recita di versetti in rima nel dialetto putignanese, prendendo in giro i potenti del paese
e raccontando gli argomenti più sentiti dell'anno trascorso.
Le grotte
La scoperta delle grotte risale al 29 maggio 1931, quando, in occasione dei lavori di scavo per l'esecuzione di un tronco fognario,
per caso si scoprì un’ ampia cavità che si apriva a pochi metri sotto il piano campagna, come una enorme cupola al negativo scintillante
perché particolarmente ricca di alabastrine sotto forma di stallatiti e stalagmiti, ma anche di infiorescenze di calcite-aragonite di
straordinaria bellezza e varietà nelle forme e nei colori, lo scintillio dell’acqua creano un perpetuo luccichio,
E le tipiche case rurali note come "trulli".

I trulli, parola derivante dal greco tardo tpoulok = cupola, sono antiche costruzioni a secco coniche di origini protostoriche
tipiche ed esclusive della Puglia centro-meridionale. Nonostante nelle zone di sviluppo dei trulli si rinvengano reperti di
epoca preistorica o fondazioni di capanne in pietra risalenti all' età del bronzo. non esistono trulli particolarmente antichi:
questo sarebbe giustificato dal fatto secondo cui piuttosto che provvedere alla riparazione dello stesso in caso di dissesto,
si preferiva abbatterlo e ricostruirlo per motivi economici, riutilizzando il materiale.
I trulli più antichi di cui si ha traccia oggi, sono stati costruiti nel XVI secolo nella Murgia a ridosso dell'Altopiano Pugliese,
mentre i Trulli di Alberobello sono stati dichiarati dall’Unesco “Patrimonio mondiale dell’umanità”.
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