Vacanze in Riviera Adriatica
Lignano Sabbiadoro
Marano Lagunare
Trieste
Muggia
Grado
Caorle
Bibione
Jesolo
Venezia
Chioggia
Ravenna
Rimini
Pesaro
Fano
Senigallia
Ancona
Civitanova Marche
San Benedetto del Tronto
Giulianova
Pescara
Ortona
Vasto
Termoli
Manfredonia
Barletta
Trani
Bisceglie
Molfetta
Giovinazzo
Bari
Mola di Bari
Polignano a Mare
Putignano
Monopoli
Brindisi
Otranto
|
|
Barra di navigazione: Vacanze in Riviera Adriatica > La città di Mola di Bari
Guarda le previsioni Meteo a Mola di Bari
Mola di Bari è un comune della provincia di Bari sulla costa Adriatica, fu rifondata da Carlo I d’Angiò nel 1277 su un antico insediamento, possiede un porto peschereccio che è fra i più importanti della Puglia.

Lo Stemma di Mola di Bari raffigura il patrono San Michele con mantello rosso che brandisce la spada nell’atto di uccidere il drago ai suoi piedi,
a destra un ramo d’alloro e a sinistra un ramo di quercia che si intrecciano fra loro con un nastro tricolore, in alto una corona a forma di torrione con sette merli.
Questo stemma fu adottato nel 1935, poiché prima l’effige era una civetta simbolo di Atene essendo Mola di origini magno-greche.
La contrada di Scamuso e il Portone di Ruggiero sono la testimonianza che Mola fu popolata fin dal tempo Neolitico, la civetta, simbolo di Atene,
è incastonata nelle mura del paese, per tale motivo è incerta se la sua fondazione sia greca o romana.
Sulla via Appia-Traiana tra Roma e Brindisi si trovavano diverse mansiones per il cambio dei cavalli e il riposo dei viandanti,
solo verso l’inizio del XI sec. si ha la presenza del centro abitato Maulum, Moles, Maula e infine Mola. Le piccole comunità
si raccoglievano nelle grotte e ai margini delle molte lame, che solcano il territorio molese. Le lame oltre a garantire un apporto di acqua dolce,
fungevano da vie di comunicazione e da nascondigli agli attacchi di pirati e predoni.
Nella chiese rupestre di San Giovanni Battista un dipinto murario del 1020 testimonia la presenza di comunità.
Tra il 1277 e il 1279 si ha un rifondazione da parte degli stessi Angioini e lo stesso Carlo I d’Angiò ordinò la costruzione
di un palacium di tre piani e il ripopolamento coatto di Mola con 150 «masnadieri e fuoriusciti» che avevano occupato abusivamente
alcune proprietà ecclesiastiche o nobiliari. A ciascuno di loro fu assegnata della terra all’interno delle mura, affinchè fossero
costruiti alloggi, ma fu assegnata anche una porzione di terreno in campagna per il loro sostentamento.
Presumibilmente a questo periodo va ascritta la realizzazione della rete viaria rurale ancor oggi visibile,
caratterizzata da diversi capodieci, strade che si susseguono parallele tra loro ad una distanza regolare di 550 metri,
dalla linea di costa per circa 3 km verso l'interno.
Con il passaggio del regno di Napoli dagli Angioini agli Aragonesi, l'indebitamento della corona determinò la cessione dei beni
demaniali in favore dei creditori. Mola perse così lo status di città libera e fu assoggettata a diversi feudatari: i Gesualdo dal 1417,
i Maramaldo dal 1435, i Toraldo dal 1464.
Nel 1495 Carlo VIII scese in Italia per rivendicare il regno di Napoli, Mola passò dagli Aragonesi alla Serenissima Venezia,
fino al 1530 anche se il Castello inespugnato rimase fedele a Napoli, tuttavia sotto i veneziani si ebbe uno sviluppo economico legato all’Adriatico.
Nel 1584 i molesi riuscirono con 50 mila ducati a riscattarsi per essere liberi dal giogo feudale,
Antonio Carafa comprò il feudo che dovette poi vendere per pagare i suoi debiti.
Così passò nel 1609 nelle mani di Vaaz, mercante ebreo-portoghese, che fece costruire l’Università, organizzò una Fiera,
sotto di lui Mola ebbe una grande ripresa economica alimentata dai traffici marittimi e dall’aumento dei prodotti del suolo.
Nel settecento le famiglie notabili, tornate ben presto in auge, con la dominazione napoleonica a Napoli poterono arricchirsi
grazie l'acquisizione dei patrimoni ecclesiastici dispersi da Giocchino Murat nel 1806 con la soppressione degli ordini religiosi,
e mantennero il potere con continuità anche col ripristino della corona borbonica.
Nonostante la costruzione della ferrovia, l’alfabetismo era ancora dilagante, la popolazione viveva in modo precario
da qui l’emigrazione oltreoceano fino agli anni 1950.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Mola subì un bombardamento aereo da parte degli austriaci e il 24 settembre 1921 avvennero
i primi episodi fascisti essendo sato ucciso Giuseppe di Vagno, deputato socialista.
Monumenti e luoghi di interesse a Mola:
Castello Angioino

costruito per la difesa della costa contro i pirati da Carlo I d’Angiò nel 1277. Subì notevoli danni con l’assedio Veneziano nel 1508,
Le possenti mura a scarpata, costruite allo scopo di resistere ad un attacco con armi da fuoco, furono comunque dotate di numerose caditoie.
Un fossato comunicante con il mare circondava l'edificio, che era collegato alla città per mezzo di un ponte.
Palazzo Roberti
L’imponente palazzo signorile, che domina la centrale piazza XX Settembre, fu edificato fra il 1760 e il 1770 sotto la direzione dell’architetto
Vincenzo Ruffo, allievo di Vanvitelli. La simmetrica facciata, in stile tardo-barocco, è cadenzata da tre teorie di finestre.
Al centro, la loggia nobile sovrasta il portone che dà accesso ad un ampio cortile, sul quale si innesta lo scalone esterno che conduce
ai piani superiori. Gli interni, attualmente chiusi al pubblico, conservano pregevoli decorazioni pittoriche,
tra le quali una grande tela del pittore napoletano Aniello D'Arminio (1783).
Diverse Chiese: Chiesa Matrice intitolata a San Nicola costruita nel XIII secolo.
Chiesa di Sant’Antonio
Fu edificata nel 1503 col titolo di Santa Maria del Passo alle porte della città lungo la via che conduceva a Bari,
in luogo di un’antica cappella preesistente. Dalle origini sino al XIX secolo fu parte integrante di un convento
di Frati Minori Osservanti. La natura mendicante dell’ordine fece sì che la chiesa divenisse patronato di diverse
famiglie notabili del luogo (i baroni Noya e i Roberti) che contribuirono alla costituzione di un ricco arredo scultoreo e iconografico.
Oggi spiccano l’antico gruppo scultoreo della Pietà del XV sec., il pulpito ligneo del 1712 e l’organo settecentesco, recentemente restaurato.
Teatro Comunale "Niccolò Van Westerhout"
nel 1972 a Nino Rota fu affidata l’amministrazione dell’orchestra sinfonica, quindi passò ad Eduardo de Filippo,
che diresse pure il Gruppo Universitario Teatrale portando in scena “l’arte della Commedia”.

Altri monumenti Chiesa della Madonna di Loreto (1587), con lo svettante campanile e il pregevole rosone in pietra calcarea.
Chiesa della Maddalena (1630), nella centrale piazza XX Settembre. Vi ha sede la confraternita dell'Addolorata.
Chiesa di San Giacomo (1695), interamente affrescata.
Chiesa di San Giovanni e annesso monastero (1723), oggi sede “dell’Accademia delle belle Arti”
Chiesa di San Giovanni di campagna, cappella fortificata nei pressi di una lama, costituita da una chiesa superiore ed una inferiore, ipogea.
Mola di Bari-Cozze è una delle spiagge libere che possono ospitare chiunque. Nelle vicinanze negozi di ogni genere,
locali e discoteche, pizzerie e ristoranti, farmacia e market di ogni genere.
A 500 m. dalla statale 16 (E 55) Bari – Brindisi – Lecce; è situata
Cozze, la località balneare di Mola di Bari situata nel cuore della Puglia.
A pochi Km da Mola di Bari, Conversano, Polignano a Mare.
Semplice e facile l’ accesso agli aeroporti di Bari e Brindisi e alle autostrade. Cozze raggiungibile facilmente anche
dai mezzi pubblici, i dintorni sono meravigliosi e molte sono le località turistiche da visitare:
le “Grotte” di Castellana e i “Trulli” di Alberobello.
Altre località da visitare:
Fasano (Zoo Safari), Putignano (Carnevale), Locorotondo, Martina; penisola Salentina (Ostuni, Brindisi, Gallipoli, Taranto, Lecce, S. Maria di Leuca); Bari,
Barletta, Canosa di Puglia, Andria, Castel del Monte; Gargano (San Giovanni Rotondo: San Padre Pio, Monte S. Angelo, Vieste, Peschici, Rodi Garganico); Matera (Sassi).
Molte di queste località come Mola di Bari, Polignano, Conversano, Castellana, Alberobello, Bari, Fasano, Ostuni, Brindisi e Lecce possono essere raggiunte con i mezzi pubblici.
|
|