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Barra di navigazione: Vacanze in Riviera Adriatica > La città di Manfredonia
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Manfredonia in provincia di Foggia è situata sul Golfo omonimo a sud del promontorio del Gargano e dal III sec.
è Sede Arcivescovile, anticamente fu chiamata Sipontum Novae.
Fin dall’epoca neolitica la piana a Sud del Gargano fu sede di un importante insediamento dauno.
Nella piana di Siponto furono trovate le famose Stele daunie, lastre funebri.
Siponto fu una colonia greca della Magna Grecia e rimase un punto strategico anche sotto la dominazione sannitica e romana.
Dal 465 fu sede vescovile, Siponto fu centro importante tra il IV e il V secolo e vi fu costruita una basilica paleocristiana.
A lungo contesa fra Longobardi e Bizantini, fu distrutta da questi ultimi nel VII secolo, durante il regno di Costante II.
Ricostruita fu brevemente possedimento saraceno nel IX secolo e divenne sede di una delle 12 contee normanne.

Nel gennaio 1256 Manfredi di Hohenstaufen, re di Sicilia, principe di Taranto ed Otranto, figlio di Federico II e di Bianca dei conti Lancia,
giunto a Siponto durante una battuta di caccia sul Gargano, trovò la città distrutta e gli abitanti costretti a vivere in case non più adatte
ad essere abitate essendo in un’area paludosa e malarica. Decise quindi di ricostruire la città due miglia a nord dell'insediamento originario.
Le sue intenzioni erano quelle di creare uno dei più importanti centri di governo di tutto il Regno, l’amministrazione era ormai consolidata dal padre,
Imperatore. Tra le altre, una delle ragioni che spinsero il re Manfredi, alla rifondazione di Siponto e, quindi alla fondazione di Manfredonia,
fu l’ ottima posizione geografica, che tra l'altro, era all'epoca, strategica anche per via della vicinanza all'Oriente Bizantino.
Per dare alla città onore, prestigio, onore e potenza, le conferì il proprio nome. In marzo i lavori vennero affidati al maestro costruttore Marino Capece,
che riutilizzò i ruderi della città più antica e organizzò l'importazione via mare dalla Croazia ( Schiavoni) di legname, calce, pietre e sabbia.
Nel complesso furono impiegati 700 operai e molti buoi. Il 23 aprile 1256, giorno di san Giorgio, fu posata la prima pietra e nel 1257,
onvocato il Parlamento di Puglia a Barletta, Manfredi ottenne di costruire la nuova città a spese del reale Erario e della sua sua cassa privata.
Nel novembre 1263 venne consegnato il "Datum Orte" ovvero l'atto notarile col quale la città veniva ufficialmente riconosciuta.
Manfredi successivamente affidò i lavori a suo zio Manfredi Maletta.
Ai primi del 1258 fu costruita la metà delle mura che guardano verso il mare con fortini e baluardi e metà delle mura verso Foggia,
con fortini e baluardi, e la grande "Torre di San Francesco"; la piccola Chiesetta della Maddalena e la grande campana il cui suono
era percettibile a distanze notevoli, questa serviva in caso di pericolo per chiamare a raccolta i pochi abitanti di Manfredonia.

Nel 1264 la città aveva un aspetto cittadino e Manfredi pensò di inaugurare sia la città che il castello. La città di Manfredonia ottenne grandi
benefici fiscali e divenne porto franco; molti abitanti delle città vicine: Trani, Monte Sant’Angelo, Barletta, Andria……si trasferirono a Manfredonia.
Nella Battaglia di Benevento del 1266 contro Carlo d’Angiò, Manfredi perse la vita. Il Castello fu terminato dagli Angioini, nel 1269 Carlo I riconfermò
i privilegi ricevuti da Manfredi.
Il 7 febbraio 1270 iniziarono i lavori del nuovo Duomo e fu terminato nel 1274 distrutto poi dai Turchi nel 1620, ricostruito nel 1700,
Bartolomeo della Cueva vi modificò l'ingresso facendolo aprire dalla parte opposta, fissò gli stalli per i Canonici e l'altare maggiore
dov'era prima il frontespizio. Anticamente la porta principale era dove c'è ora il campanile costruito dal Cardinale orsini nel 1677.
La campana del vecchio campanile posta dall'Arcivescovo Marullo nel 1646 e fusa dal celebre Onofrio Giordano napoletano fu messa al nuovo campanile.
Nel Duomo si trovano affreschi del 1940-1941, di Natale Penati da milano, "Giulio III e Benedetto XIII, apparizione di San Lorenzo con Totila, i Santi Sipontini:
Giustino, barbato e i Martiri di Forconio.
Vi si conservano pure le tele degli arcivescovi: Orsini, Muscettola, Rivera, Tagliatela,etc..., alcune pergamene, i libri de'battezzati dal 1600 ad oggi
ed altri libri di natura varia. La protettrice di Manfredonia è la Madonna di Siponto, il patrono: San Lorenzo Maiorano.
Il quadro e l'effige della Madonna con la splendida corona d'oro tempestata di brillanti furono benedetti dal Cardinale Angelo Giuseppe Roncalli,
il giorno 28 agosto1955, giorno dell'incoronazione. Fr.Matteo Orsini, domenicano, trasferì il 30 ottobre 1327 da Siponto a Manfredonia il corpo
di San Lorenzo sipontino nel Duomo.
Sotto l'arcivescovo Giovanni VII (Freccia da Ravello), ma allorchè Carlo suggerì al Papa Gregorio X nel 1272 di ribattezzare”Sipontum Nova” la città,
che ne risentì e di conseguenza le vennero tolto i privilegi ricevuti da Manfredi e il titolo di capitale delle Puglie.

Carlo I tra il primo e il secondo muro fece costruire una strada e un ulteriore torrione, che si distingue dagli altri 3, fatti costruire successivamente
da Carlo II. Nel 1274 il Duomo fu terminato, Carlo I completò il Castello iniziato da Manfredi tra il 1279 ed il 1282 con bastioni, mura di cinta e fossato.
In seguito gli Aragonesi modificarono il tutto, infatti Carlo II per disminuire il prestigio svevo, modificò il progetto riducendolo
e il castello fu collocato al lato sud-est anziché al centro della città.
Nel 1300 la città divenne un importante centro commerciale più importante della Capitanata. Nel 1309 Carlo Roberto d'Angiò per occupare il trono
d'Ungheria per diritto di successione, s'imbarcò a Manfredonia con Baroni e Cavalieri. Gli Ungheresi si stanziarono a Manfredonia facendo del porto
la base delle loro operazioni militari. Luigi I il Grande, re d'Ungheria sbarcò con il suo esercito il 18 settembre 1345 dopo l'uccisione del fratello Andrea.
Nel 1380 nel Golfo di Manfredonia si svolse la battaglia navale tra Genovesi e Veneziani., qui nel Golfo fu affondata la nave ammiraglia di Pisani.
Durante il 1400 gli Aragonesi per uniformarsi ai tempi ed alle nuove tattiche difensive costruirono altre torri. Dal 1424 al 1435,
Manfredonia fu concessa in contea a Francesco Sforza.
Dalla metà del '400 con Re Alfonso la città di Manfredonia iniziò ad impoverirsi caricando gli abitanti di tasse e balzelli; e così gli Aragonesi,
Austriaci ed i Borboni. Nel 1444 alla città toccarono le spese dell'incoronazione di Re Alfonso e nel 1459 Re Ferdinando diede in pegno la città con
altre città pugliesi ai Veneziani. Nel 1463 la città fu saccheggiata del Re Ferdinando.
Nel 1503 occuparono Napoli e molte città del regno, Manfredonia però rimase fedele a Federico d’Aragona ospitando Cesare e Guido Fieramosca.
La città di "Manfredi" dunque nel 1528 resistette all'assedio francese e fu conservata all'imperatore Carlo V. Lo stesso imperatore per alleviarla
e ricompensarla della fedeltà le riconfermò nel 1533 gli antichi privilegi, esenzioni e gabelle. Sotto Carlo V, la città godette un periodo di felice progresso e benessere.
Filippo III di Spagna incoraggiò gli Ottomani a occupare il Meridione promettendo l’appoggio del popolo Napoletano, nel 1620 il 16 Agosto Alì Pasciàcon 56 galee sbarcò in
Manfredonia attaccando il castello che dopo tre giorni fu saccheggiato selvaggiamente da settecento ottomani.
Dopo la calata dei Turchi nulla restò di Manfredi e dei d'Angiò, tranne la piccola Chiesa di San Marco con la volta lesionata, parte del Castello e le antiche mura.

Castello svevo-angioino-aragonese: ospita il museo archeologico, che custodisce stele daunie del VIII-VI sec. a. C. Il Castello fu voluto da
Manfredi di Sicilia e subì diverse trasformazioni, ampliamenti e rifacimenti durante le diverse epoche. All'origine la struttura era un quadrilatero
con una cinta muraria dotata di cinque torioni a pianta quadrata (quattro agli angoli ed una presumibilmente posta a Nord-Est presso la porta centrale).
Attualmente esistono di quelle torri solo quattro di cui una originaria a forma quadrangolare (Sud-Est) mentre le altre tre trasformate a forma cilindrica.
Di chiara impronta Sveva il primo castello fu concluso da Carlo I d'Angiò. Con gli Aragonesi nel 1442 si ebbe un processo di totale trasformazione del Complesso:
fortificazioni delle strutture difensive, una nuova cinta muraria inglobante la struttura primitiva. Alle mura fu data una leggera inclinazione a scarpa per
darle più forza per la difensiva all’artiglieria militare. Nel 1528 dopo l’attacco francese da parte di Lautrec fu modificato il torrione di Nord-Ovest
a bastione inglobando la precedente struttura cilindrica.
Nel corso del XVIII secolo la struttura fu usata come caserma ed il grande bastione a prigione. Durante il regno dei Borboni e in epoca successiva
fino al 1884 il Castello fu tenuto in efficienza in quanto Manfredonia fu qualificata "Piazza Forte". Dal 1888 fino al 1901, anno in cui l'edificio
fu acquistato dal Comune di Manfredonia, appartenne all'Orfanotrofio Militare di Napoli. Nel 1968, con D.P.R. del 21 giugno n. 952, il Castello fu
donato dal Comune allo Stato con l'impegno, da parte di quest'ultimo, di istituire al suo interno un Museo Archeologico per conservare i
reperti provenienti dal territorio circostante.
La Basilica Minore di Santa Maria Maggiore di Siponto, comunemente conosciuta come Basilica di Siponto era l'antica Cattedrale di Siponto,
eretta nel 1977 a Basilica Minore dal Cardinale Corrado Ursi quale rappresentante di Paolo VI. La Basilica è dedicata a Maria Santissima di Siponto.
Nel 1931 fu scoperto occasionalmente la “Grotta Scaloria” dell’età paleolitica con stallatiti. Contenitori di ceramica dipinta sono stati rinvenuti
collocati su tronconi di stalagmiti spezzate e con all'interno stalattiti concrezionate per lo stillicidio delle acque ricadenti dalla volta.
Il culto, praticato attorno alla metà del IV millennio a.C. prevedeva anche la raccolta delle acque in una vaschetta rettangolare tagliata nella roccia.
A questa preziosa testimonianza si pensa che nella grotta si consumassero anche pasti rituali. Contestualmente alla frequentazione dell'area bassa della
grotta per scopi cultuali, la parte alta risulta utilizzata come necropoli, come attestano i numerosi rinvenimenti di ossa e due sepolture, a fossa semplice

con scheletro in posizione contratta e collettiva, con resti di individui di diverse età e sesso, morti probabilmente di malaria.
Il Porto di Manfredonia centro di interesse economico nazionale, è formato da due moli, di Ponente e di Levante. Il porto industriale è situato a circa 1.8 mg ad Est.
Manfredonia ha una delle flotte peschereccie più grandi dell’Adriatico ed è l'unico porto sia peschereccio che industriale della Provincia di Foggia.
La città è il capolinea della ferrovia a carattere regionale Foggia-Manfredonia, sulla quale è ubicata la stazione terminale di Manfredonia.
La spiaggia di Manfredonia offre occasioni di divertimento e di relax. Si va dalla possibilità di praticare ogni genere di sport ad ogni sorta di attività da ‘terra ferma’.
Il lunghissimo litorale alterna incantevoli calette di sassi e mare trasparente a lunghe spiagge dorate di sabbia morbida e vellutata, a sorprendenti riserve naturali a picco sul mare.
E’ un litorale unico per le caratteristiche dei suoi fondali e della sabbia.
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