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Anticamente Jesolo, a Nord di Venezia, era chiamata dai romani Equilium, cioè città dei cavalli,
erano alcune isole situate all’interno della laguna. La più grande era Equilium abitata dalle
popolazioni paleovenete, che si dedicavano all’allevamento dei cavalli.
La popolazione si alleò contro la minaccia Gotica ai romani, che si stabilirono pacificamente
nell’odierno Veneto colonizzando queste terre, costruendo : strade, villaggi, paesi, procedendo
con la centuriazione, cioè la divisione in lotti, bonificando terreni, permettendo dunque le
coltivazioni e indirizzando le acque.

Col crollo dell’impero romano, le scorrerie dei barbari costrinsero gli abitanti a lasciare
le pianure e a rifugiarsi nelle lagune fondando Eraclea sull’isola di Meliclissa e Jesolo su quella di Equilio.
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Con la riconquista giustinianea Jesolo fu inclusa nella provincia Veneta Marittima, che si trasformò poi in
Ducato di Venezia e conseguentemente nella Repubblica di Venezia.
Protetta dalla laguna in una posizione particolare, Jesolo si sviluppò creando la Diocesi di Equilio,
ma l’arrivo dei Franchi e un’inondazione del Piave provocarono il suo decadimento. L’aristocrazia locale
si trasferì a Venezia e rimasta spopolata con solo pochi casolari abitati, nel 1466 perse la Diocesi.
Il nome subì una serie di trascrizioni errati come: Equilo, Esulo, Lesulo, Jesulum.
Nel 1930 la chiamarono Cavazuccherina, dall’omonimo canale, in veneziano Cava, che fu costruito da Alvise Zucharin nel 1499.
Jesolo o anche Iesolo, con una spiaggia bassa e sabbiosa, si estende lungo la Costa Veneziana affacciandosi
al Mare Adriatico, orlato dalla Laguna di Jesolo e dai fiumi Sile e Piave. La Valle di Dragojesolo e quella
di Grassabò rappresentano la laguna più estesa a Nord.
Con la conquista di Venezia da parte di Napoleone, seguì una nuova divisione del territorio di Cavazuccherina
(Jesolo), che divenne autonoma nel 1807 il 22 Dicembre, poi con la cacciata di Napoleone, gli Austriaci
per migliorare i territori lagunari ormai paludosi, costituirono un Consorzio “Passerella”.
Fu annessa al Regno d’Italia e durante la Prima Guerra Mondiale fu evacuata, gli Italiani occuparono
la zona di Caposile e gli Austriaci il territori paludoso, che aveva sviluppato la malaria e la spagnola.
Solamente nel dopoguerra seguirono delle bonifiche e nel 1920 e 1930 fu realizzata la grande Bonifica,
si introdusse la coltivazione del frumento, granoturco, barbabietola da zucchero quindi piantagioni di frutteti e vigneti.
Nel 1930 il 28 Agosto Cavazuccherina riprese il suo antico nome: Jesolo e nel 1936 le località “Marina di Bassa”
e di “Spiaggia” furono battezzate Lido di Jesolo.
Con la rinascita della località, si riscoprì Jesolo, dove in breve tempo nacquero stabilimenti per le cure elioterapiche.
Le prime strutture alberghiere risalgono agli anni Trenta, ci fu un attimo di fermo con la Seconda Guerra Mondiale,
ma con la fine della guerra il ritmo turistico andò sempre più veloce.
Jesolo o anche Iesolo, possiede con una spiaggia bassa e sabbiosa, si estende lungo la Costa Veneziana affacciandosi
al Mare Adriatico, orlato dalla Laguna di Jesolo e dai fiumi Sile e Piave. La Valle di Dragojesolo e quella di Grassabò
rappresentano la laguna più estesa a Nord.
Da non dimenticare è l’ospitalità che Jesolo Lido in una struttura della Croce Rossa diede negli anni Ottanta a un
centinaio di polacchi, che avevano chiesto asilo politico, poi nel Novanta a 1400 profughi della ex- Jugoslavia.
Oggi questo palazzo è sempre utilizzato dalla Croce Rossa e da agenti di Polizia, distaccati per mantenere l’ordine pubblico.
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