Vacanze in Riviera Adriatica
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Proseguendo il nostro viaggio nella terra del sole, lungo una Costa Adriatica dominata da due venti:
la Bora fresca e asciutta che soffia da Nord-Est e lo Scirocco caldo umido che sale da Sud - Est.

Questi due venti hanno permesso. nel periodo romano, alle navi di Giulio Cesare di mantenere i collegamenti con le legioni di stanza ad Aquileia e di sviluppare i collegamenti marini.

In tutto questo navigare l’isola di Grado fu il primo approdo degli antichi navigatori, che risalivano la laguna ed il fiume Natissa, quando ancora Venezia non esisteva.

Grado nacque come primo scalo per le navi che dovevano raggiungere Aquileia. Le navi risalivano il fiume Natisono, ricco d’acqua più dell’attuale Natissa, il fiume si ramificava giungendo al mare e alla Laguna.



Quando nel 452 gli Unni guidati da Attila invasero la capitale della Venetia et Histria, la popolazione di Aquileia guidati dal vescovo Secondo o da Niceta si rifugiò a Grado.

Si pensa dunque che ciò fu la sfortuna per Aquileia, fu fortuna per Grado, che ereditò la gloria e la grandezza di Aquileia. Ma se Grado fu definita la figlia di Aquileia, divenne nello stesso tempo la madre di Venezia, alla quale assicurò nobiltà e potenza senza pari.

Durante le invasioni barbariche, Grado esercitò una forte autorità ecclesiastica e il vescovo di Aquileia rivendicò per sé e i suoi successori il titolo di Patriarca, affermando di discendere direttamente dall’Apostolo San Marco ed entrando così in conflitto col Papa e l’imperatore.



Si crearono così due Patriarchi:
il Patriarca di Grado, portando sempre il titolo di Aquileia, ma esercitava la sua autorità sulle diocesi bizantine e il Patriarca di Aquileaia, che si rifugiò a Cormons e a Cividale la cui autorità era sulle diocesi del regno Longobardo.

La città di Grado

Le conseguenze furono lotte e incursioni per togliere a Grado la leggittimità quale sede del Patriarca.
Con la fine del regno Longobardo, per opera di Carlo, re dei Franchi, nel 827 seguì a Mantova il concilio che sentenziò la fine del patriarcato a Grado, tuttavia in occasioni di assalti da parte di Saraceni e Slavi, Grado mostrò di essere ancora efficiente.



In questo periodo di trasformazione, Venezia diveniva una potenza Ducale.
Dopo aver fatto parte dell’impero asburgico, Grado il 24 maggio del 1915 fu conquistata dalle truppe italiane.

Oggi nell’epoca moderna Grado è una dei paradisi naturali della Costa Adriatica per un’ottima vacanza.

Relax e ogni tipo di divertimento, sabbia fine e dorata r un mare tranquillo, che si fregia di Bandiera Blu.

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