Vacanze in Riviera Adriatica
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Barra di navigazione: Vacanze in Riviera Adriatica > La città di Giulianova
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Sia il centro storico di Giulianova, che si trova su una collina a 70 msm e il moderno Lido, che si è sviluppato
negli ultimi 50 anni, si affacciano sul Mare Adriatico beneficiando del clima e della bellezza naturale.
Castrum Novum Piceni poi Giulianova, colonia creata nel III sec a. C. dai romani come caposaldo per esercitare
un controllo marittimo, divenne importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso
tanto alla sinistra che alla destra del fiume e la popolazione fu sempre dedita alla pesca.

Ricordato come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni,
che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa
fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri.
Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte
arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione:
tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito, fortificata sotto Silla, nel suo agro da Augusto a Nerone si stanziarono
colonie militari con un suo Prefetto.
Essendo un luogo particolarmente strategico fu senz’altro fortificato per resistere meglio agli Africani, se avessero
tentato uno sbarco sulle coste Adriatiche, ed anche per tenere a freno i sottomessi Piceni.
Fu un importante centro commerciale e nodo stradale, perché era attraversato dalla Salaria che da Roma, attraverso Ascoli e
Castro Truentino, Castrum Novum portava ad Atri e di qui proseguiva per Brindisi. Dalla Salaria si dipartivano numerose
strade verso l’interno. Castrum aveva anche un porto canale, alla foce del Batinus (l’attuale fiume Tordino),
militare e mercantile, protetto dalle mura fortificate cittadine, cioé da una Civitella a Mare, una rocca turrita
(di cui si ha notizia attraverso documenti alto-medievali della chiesa teramana) che sorgeva sulla sinistra
del fiume nel territorio dell’odierna Cologna.
La città, che si estendeva parte nella zona piana, parte in collina, era un quadrilatero le cui mura misuravano
un quarto di miglio di lato e, come tutti i paesi marittimi, subì varie distruzioni; per questo gli abitanti si
ritirarono nella parte più alta e meno debole, separandola dal piano con una muraglia fornita di fossato.
I resti di questo muro furono distrutti nel 1820 durante la costruzione dell’attuale Strada Statale Adriatica.

Ruderi ritrovati sotto quelli romani testimoniano l’esistenza di una città e civiltà pre-romana. Fu abitata da Siculi,
Liburni, Etruschi e Galli. Durante il Medioevo Castrum cambiò il suo nome in Castel San Flaviano, essendo approdate
nel 1004 sui suoi Lidi, attraverso vicende leggendarie, non chiaramente documentate, le reliquie dell’omonimo Santo.
Nel 1460 nei pressi della città si svolse una violenta battaglia fra le forze Aragonesi, comandate dagli Sforza,
e quelle Angioine guidate dal condottiero Giacomo Piccinino.
Ne seguirono distruzioni ed incendi che, accompagnati alla malaria dilagante, a causa dei terreni acquitrinosi,
resero malsani e malsicuri i luoghi e indussero l’allora feudatario Giuliantonio Acquaviva a costruire una rocca più a Nord,
nella parte più alta della collina.
La nuova città fu chiamata, dal nome del fondatore, Giulia; costruita a forma di quadrilatero, era cinta da fortissime
mura a scarpa, con feritoie e merlature; difesa da minutissime torri, che rimasero tutte in piedi fino al 1860,
si accedeva ad essa attraverso tre porte: Porta da piedi, o Marina, che si apriva a sud est del muro orientale;
a sud ovest Porta Napoli (esiste ancora l’omonimo torrione), o degli antichi Cappuccini, a pochi passi da essa si imboccava Via Cupa,
che è servita per secoli alla comunicazione con Teramo; dal lato settentrionale si apriva Porta da Capo (c’è ancora il Torrione detto il “Bianco”).

Nel 1846, fu abbattuto un tratto di muraglia nei pressi della chiesa di S. Antonio, per aprire Porta S. Francesco,
così chiamata perché un tempo la chiesa era dedicata a San Francesco. La Porta di San Rocco fu aperta al nord quasi
di fronte ai cancelli della Villa del Conte di Castellana. Sul lato est dell'odierna Piazza Bruno Buozzi sorge ancora
un sontuoso palazzo che fu residenza degli Acquaviva, di fronte al Tempio dedicato a San Flaviano.
Ma anche la nuova città subì assalti e saccheggi: nel 1596 e nel 1708 da parte dei Lanzichenecchi tedeschi,
nel 1798 fu occupata dall’armata Francese. Durante tale occupazione furono distrutti importantissimi documenti
e diplomi dell’archivio ducale. Finita l’epoca napoleonica ritornò sotto il dominio dei Borbone, fino all’unità d’Italia.
Un secolo fa, circa, era ancora cinta dalle mura che furono man mano abbattute per dar luogo a nuove costruzioni,
mentre il centro storico conserva ancora l'originaria struttura viaria, che rivela un criterio urbanistico senz’altro molto raro nel XV secolo.

Il territorio dell’odierna Giulianova, che prese tale nome definitivamente ai primi del ‘900, comprende il lido,
pianeggiante e centro turistico di notevole importanza, e la parte collinare che si è sviluppata dapprima intorno
al centro storico ed ultimamente ha raggiunto di nuovo l’antico territorio di Castrum Novum o Castel San Flaviano.
La spiaggia aveva altre abitudini. Nella seconda metà dell’800 la spiaggia era la zona attualmente chiamata Lungomare Zara,
era divisa in tre parti o sezioni di cui due per le donne e una per gli uomini. Il decoro era un principio attivo per cui uomini
e donne non potevano stare insieme, anzi la zona per gli uomini e quella per le donne bisognava tenere delle distanze di
confine nella misura di 200 palmi.
Da visitare:
Santuario Maria SS.ma dello Splendore
La fondazione del Santuario Maria SS. dello Splendore, nel 1907 annoverato tra i più celebri santuari italiani ed ancora oggi
meta di numerosi pellegrinaggi, viene tradizionalmente collegata alla miracolosa apparizione della Vergine,
cinta da accecante luce e assisa su un ulivo, ai piedi del quale scaturì una sorgente d’acqua tuttora esistente,
ad un taglialegna di nome Bertolino, originario del vicino villaggio di Cologna.
Duomodi San Flaviano
L’imponente Duomo di San Flaviano è dedicato al Santo Patriarca di Costantinopoli, Martire per aver difeso la duplice natura
umana e divina di Cristo contro Eutiche,e le cui spoglie approdarono sulle coste giuliesi nel V secolo; realizzato a partire
dal 1472 e originariamente chiamato S. Maria in piazza, è tra i più interessanti e singolari monumenti dell’Abruzzo.
Impianto ottagonale, risente del Rinascimento toscano ma anche dalle esperienze lombarde ed umbre, perfettamente uniforme ed accurato in ogni parte.
Costruzione militare quattrocentesca, viene accentuata, oltre che dalle poderose mura spesse oltre due metri e da
lesene di rinforzo angolari, dal giro di beccatelli e caditoie che corona i lati, come negli apparati a
sporgere delle contemporanee fortezze ideate a scopo difensivo. Una tipologia architettonica che, sebbene
rintracciabile in alcune località della regione, tuttavia rende il tempio di S. Flaviano, per imponenza, il primo esempio del genere nell'Abruzzo adriatico.
Chiesa di Sant'Antonio
Chiesa della Misericordia
Chiesa di Sant'Anna
Palazzo Ducale
Torrioni
Piazza Belvedere
Monumento a Vittorio Emanuele II
Cappella gentilizia di San Gaetano-De Bartolomei
Kursaal
Lungomare Monumentale
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