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Terza città più popolata delle Marche dopo Pesaro e Urbino è attraversata in senso longitudinale dalla Strada Statale 16 Adriatica, che collega Padova ad Otranto e dalla Autostrada A 14 che collega Bologna a Taranto, così come è longitudinale la ferrovia che collega Milano con Lecce.

Mentre in senso trasversale Fano è stata collegata con Roma fin dall’antichità dalle famose strade consolari:
via Flaminia e la Superstrada Fano-Grosseto chiamata “dei Due Mari”, perché mette in comunicazione la costa Adriatica e la costa Tirrenica. A 49 km c’è l’aeroporto Fellini Miramare-Rimini.

Fano è un’antica città umbra, più tardi possedimento romano col nome Fanum Fortunae “Tempio della Fortuna” eretto a testimonianza della Battaglia del Metauro nel 207 a. C. dove le legione romane sbaragliarono il generale cartaginese Asdrubale, che avrebbe dovuto congiungensi ad Annibale, che aveva varcato le Alpi con gli elefanti.

Per la posizione strategica costruita sulla via che congiungeva la Valle del Tevere alla Gllia Cisalpina, Fano, sotto il dominio romano, ebbe un notevole sviluppo, nel 49 a. C. fu conquistata da Giulio Cesare, dando inizio così alla Guerra Civile; fu trasportata da Otaviano Cesare Augusto in colonia Julia Fanestris.

Con la Battaglia di Fano nel 271 d. C., fu fermata la calata degli Alemanni verso Roma, quale via di collegamenti fra e Nord e Sud fu distrutta dai Goti nel 538 e ricostruita da Belisario e Narsete.

Fano con Rimini Pesaro Ancona e Senigalia entrò a far parte della Pentacoli, di cui era a capo, subì l’occupazione dei Longobardi e dei Franchi quindi con Ottone III passò al Papato. Nel XIII secolo Fano divenne comune, nel secolo successivo passò agli Estensi, poi la lotta interna fra le famiglie Cassero e Carignano, la portarono nel XII sec. sotto i Malatesta di Rimini, che rimasero al potere fino al 1463, anno in cui Sigismondo Pandolfo Malatesta dopo un lungo assedio, dovette lasciare la città al Duca Federico da Montefeltrio, benché la popolazione si rifiutasse di fare pare del ducato di Urbino, con Napoleone Bonaparte la città subì saccheggi da parte dell’esercito.

Fano

Fano fu attiva anche sotto nel periodo dei moti Risorgimentali ed ebbe diversi governi.
Durnte la Prima Guerra Mondiale del ’15-18 subì diversi bombardamenti da parte delle navi austriache, durante la Seconda Guerra Mondiale dell’40-45 essendo sulla traiettoria della Linea Gotica, subì incursioni aeree sia da parte degli alleati, che dei tedeschi in ritirata.

Nell’Hauptquartier di Bellaria l’Oberstleutnant Dietrich Beelitz così scriveva:
“Sugli Appennini a Sud di San Marino fu combattuta la più grande battaglia d’Italia, i nomi di Fano, Pesaro, Cattolica, Riccione Rimini rimarranno nella storia della guerra”.

Da non perdere il gran numero di monumenti dell’epoca romana imperiale augustea: L’Arco D’Augusto porta d’accesso della Colonia Julia Fanestris, probabilmente esistevano due porte, una a sud e l’altra verso il mare, all’estremità est del decumano massimo.

Le mura volute da Augusto e terminate nel 9 d.C., la cinta si dirige verso nord-ovest dalla Porta d’Augusto alla Rocca Malatestiana, è realizzata in conci di pietra arenaria disposti a filari orizzontali.
Porta della Mandria, si trova a metà delle mura romane, è una porta secondaria, ma aveva la funzione di consentire alla Flaminia di uscire dalla città per dirigersi a nord o raggiungere Pisaurum ( Pesaro), prese il nome di Mandria perché nel passato si portavano a pascolare le mandrie.



Piazza XX Settembre collocata nel cuore della Città è ornata dalla "Fontana della Fortuna", stupenda realizzazione cinquecentesca. Nella stessa piazza sorge inoltre il Palazzo della Ragione del 1299 in stile romanico-gotico, sul fronte osserviamo: portico, quadrifore e torre; l'interno è in stile neoclassico grazie all'ottocentesco "Teatro della Fortuna". Attraverso un'arcata rinascimentale del 1490 si entra dalla piazza alla Corte del Palazzo Malatesta, dove è possibile osservare la loggia del Sansovino.

Tombe Malatestiane due tombe dei Malatesta: una rinascimentale, di Pandolfo III, autore Leon Battista Alberti, l'altra della moglie Paola Bianca in stile gotico, entrambe collocate sotto il portico dell'ex chiesa di S. Francesco.

Diverse Chiese:
Santa Maria Nuova costruzione cinquecentesca con prezioso portale, all'interno decorata con stucchi del settecento e arricchita dalla nota tavola del Perugino "Madonna e Santi", realizzata con la collaborazione del giovane Raffaello Sanzio.

San Pietro ad Vallum Chiesa barocca del diciassettesimo secolo, all'interno ornata da stucchi, affreschi e dorature.

E i dintorni come:
Torrette di Fano, frazione con pochi abitanti che aumentano d’estate per la bella spiaggia e il mare.
Il nome Torrette deriva da un Hotel creato nel periodo della Belle Epoque.

Ma Fano è famosissima per il suo Carnevale, che è una festa antichissima risale infatti ai Saturnali latini.
Il nome Carnevale deriva dal latino “Carnem levare”, cioè prescrizione ecclesiastica dall’astensione del consumo di carne.

Carnevale a Fano

Il Carnevale di Fano è il più antico d’Italia; il primo documento noto nel quale vengono descritti festeggiamenti tipici del Carnevale nella città, risale al 1347. Esso affonda le sue radici, almeno secondo la leggenda, nell’episodio della riconciliazione tra le due più importanti famiglie fanesi di allora: i Del Cassero e i Da’ Carignano.

Da allora il carnevale è andato gradualmente caratterizzandosi in modo specifico, tanto che nel 1872 si decise di creare un comitato incaricato dell’organizzazione dell’evento che ancora oggi dopo secoli coinvolge e appassiona migliaia di Fanesi e di turisti.
Durante il Carnevale vengono ogni anno quintali di caramelle e cioccolatini piovono dai carri allegorici durante le sfilate.

Un altro elemento assolutamente originale del Carnevale fanese è il caratteristico pupo, detto “vulon”.
Si tratta di una maschera che rappresenta sotto forma di caricatura i personaggi più in vista della città e che insieme alla “Musica Arabita” vanta una lunga tradizione nella storia del Carnevale di Fano.



Quest’ultima è una spiritosa banda musicale, nata nel 1923, che utilizza strumenti di uso comune quali barattoli di latta, caffettiere, brocche per produrre un’allegra musica, in perfetta sintonia con il clima allegro e spensierato del Carnevale.
Le sfilate dei carri allegorici, tradizionalmente realizzati in cartapesta dagli abili maestri fanesi, si concludono con un giro assolutamente suggestivo: quello della luminaria, una vera e propria festa di luci e colori.

Nello Statuto affermato già nel 1450 dai Malatesta, è dichiarato che è necessario festeggiare il Carnevale.
Fano ha questo privilegio. Ma esiste un altro documento del 1347, conservato nell'Archivio storico comunale, che permette di dire agli abitanti che il Carnevale di Fano è il più antico d'Italia. Un antico storico fanese, Vincenzo Nolfi, ricorda tra i divertimenti carnevaleschi la corrida con il porco, le corse ai palii, i tiri al bersaglio e il singolarissimo "gioco delle trippe". Venendo a tempi più vicini, in una canzonetta a stampa del 1765 si parla oltre che di festini, scherzi e maschere, del "getto" che è una delle caratteristiche del Carnevale fanese, "dei confetti sparsi la via biancheggia".

Oggi il Carnevale di Fano è la più importante festa popolare delle Marche ed una delle prime in Italia con una partecipazione di oltre 100.000 persone.
L'edizione invernale, anche se non tutti gli spettatori ne sono consapevoli, non è che la rivistazione in chiave moderna dell'antico ed eterno rito del "capro espiatorio". Il "Pupo" simboleggia l'animale sacro sul quale la comunità scaricava e forse scarica ancor oggi le colpe commesse nei giorni di licenza erotica del Carnevale. Rito che non poteva non concludersi con il rogo che divorando con le fiamme il "Pupo" purifica tutti e conclude il Carnevale.

Ai corsi mascherati i grandi carri allegorici che sfilano insieme alle mascherate a piedi, bande musicali e gruppi folkloristici, interagiscono con gli spettatori sia per lo spettacolo di movimenti, coreografie e musica, sia per il "getto" di quintali e quintali di dolciumi sul pubblico che attende in grande animazione ed a mani levate quella pioggia che ha fatto definire il Carnevale di Fano il Carnevale più dolce del mondo. I carri sono veri e propri palcoscenici mobili in cui accade di tuttoe che al tramonto si illuminano di mille colori grazie all'uso sapiente di luci dando luogo a visioni di grande suggestione nel classico giro della "luminaria".



La sfilata è chiusa tradizionalmente dalla "Musica Arabita", musica arrabbiata, un singolare complesso musicale nato nel 1923 e molto imitato in Italia e all'estero. Come Fabio Tombari, la "Musica Arabita" è una festosa diavoleria, un esempio vivente della genialità ed umorismo degli artigiani fanesi, quelli stessi che da sempre con sacrifici durissimi allestiscono con l'aiuto di veri artisti i grandi carri allegorici, che hanno risvegliato l’interesse di scrittori e di artisti.

Fu lodata da Curzio Malaparte e Guido Piovene, che nel suo "Viaggio in Italia" ne parlò come di un jazz italiano.
Certo è che basta vedere una volta i suoi strumenti e ed ascoltare una volta le sue esibizioni per capire l'orgoglio popolare, l’ orgoglio che si respira nei capannoni dove nel lungo inverno si lavora per allestire i carri, che devono essere pronti per la prima domenica di carnevale. E’ una tradizione antica, di arte e di cultura, mantenuta in vita da una élite molto ristretta.

Su 640 città costiere italiane, soltanto 225 hanno ottenuto almeno una vela. 5 vele sono state assegnate soltanto a 10 località, 4 vele a 25 località, e Fano è una delle 70 città a cui sono state assegnate 3 vele. Pertanto la riconferma del riconoscimento della "bandiera blu" assegnato a Fano colloca la nostra città tra le 100 migliori località balneari italiane.

I riconoscimenti come la "bandiera blu" o le "vele" di Legambiente non sono semplici riconoscimenti simbolici, ma sono autentiche testimonianze dell'elevata qualità della vita delle aree selezionate ed influiscono direttamente sui flussi turistici. La spiaggia di Fano oltre al porto, è divisa in: Spiaggia Sassonia, Spiaggia Lido, Spiaggia Alba.

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