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Continuiamo il nostro tragitto incontrando Caorle, in provincia di Venezia.
Chioggia di origine romana, nel Medioevo fu le seconda città della Repubblica Serenissima.
La sua forma ricorda la lisca di un pesce, infatti è tagliata a fette dai canali
e unita con le calli tutte perpendicolari.
La città per le caratteristiche urbanistiche è denominata la “Piccola Venezia”.
In lingua dialettale veneta viene chiamata “Cioxa”,mentre in latino “Clodia maior”,
è un Comune della Provincia di Venezia e per il numero della popolazione è la seconda città dopo il capoluogo.
Il suo nome subì dei cambiamenti nel corso dei secoli: Clodia, Cluza, Clugia, Chiozza, Chioggia.
La posizione di Chioggia si sviluppa su una piccola area peninsulare adriatica fra il Delta del Po
e la Laguna Veneta, a metà strada fra Venezia e Ferrara, 58 km da Rimini.

Il nome Chioggia ha origine leggendarie e risale al tempo in cui Enea fuggì da Troia in fiamme,
insieme ai suoi compagni Clodio, Antenore e Aquilio approdò nella penisola Italica, fondando Clodia;
infatti lo stemma rappresenta “un leone rampante in campo bianco” simile a quello troiano.
Nel 2000 a. C. una popolazione pre-elleniche “i Pelasgi” provenienti dalla Tessaglia si insediarono
chiamando il luogo in diversi nomi: Cluza, Lusenzo, Perottolo, Bebe, Evrone etc.
Anche il popolo Etrusco lasciò una sua impronta con la struttura urbanistica: “Il Corso del Popolo”,
il cardo, anticamente era tagliato al centro da una strada, il decumanus, che fu usata poi dal castrum romano.
Con Plinio il Vecchio nel 1° sec. d. C. si hanno nel suo libro "Historia Naturalis" informazioni su Fossa Clodia,
mentre nel museo di Vienna viene conservata la tavola Peuntingeriana, antico documento che parla degli antichi
traffici attraverso il porto di Chioggia, Evrone o Edrone.
Le incursione barbariche dei Goti-Unni-Franchi, che avvennero nell’Italia settentrionale nel V sec.,
indussero la popolazione della terraferma a fuggire verso le isole della laguna soprattutto quelli di Este
e Monselice, che si integrarono con la popolazione di Chioggia.
Di conseguenza pensarono di creare un governo più articolato all’interno della città, si elesse un “Tribuno”
che partecipava alla confederazione delle dodici isole della Laguna, primo nucleo della “Serenissima”,
nel VII sec. i tribuni pensarono di eleggere un unico capo militare per fermare le aggressioni esterne.
Due diverse Clodia: Clodia minor, poi Sottomarina, Clodia major poi Chioggia.
Peppino il Breve re dei Franchi con un forte esercito si impadronì dei Castelli, Loreo Cavarzere e Brontolo,
assediando Chioggia per mare, nell’810 riuscì a impadronirsi della città che fu rasa al suolo, ricostruita Chioggia
subì una seconda sconfitta dall’esericito Unghero nel 902.
Dopo il Mille, riassunse un ruolo importante, ma dovette affrontare i contrasti con i Comuni dell’ Entroterra,
per la salvaguardia dei suoi territori, nel 1100 la sede vescovile, fu trasferita insieme alle reliquie dei SS.Felice e Fortunato,
dalla Malamocco a Chioggia.
Intanto nella seconda metà del secolo XIV, Venezia e Genova lottavano per il predominio sui mari, Chioggia fu il teatro di
questa lotta che durò dal 1379 all’80. I Genovesi riuscirono ad assediarla sia per terra che per mare, occupando e incendiando
il porto di Sottomarina, espugnarono l’isoletta S. Domenico uccidendo 3500 persone. Vettor Pisani e Carlo Zeno riconquistarono
Chioggia il 24 giugno 1380, purtroppo Chioggia non riconquisterà il vecchio splendore e sia politicamente che economicamente
fu subalterna a Venezia.
Subì la peste dei Lanzichenecchi, per la miseria furono istituiti “Monti di Pietà, orfanotrofi, Ospedali,
casette per vedove, vi fu anche una rincorsa alle opere pubbliche, palazzi privati ed edifici religiosi,
che ancor oggi si possono ammirare.
Il 14 maggio 1797, i francesi entrarono in Chioggia e instaurarono un sistema democratico, la municipalità,
ma nel 1797 tutta la Repubblica Veneta col trattato di Campoformio passò all’impero Austo-Ungarico.
Memorabili rimangono i fatti del 20 Aprile 1800, durante una processione del Cristo, da qui il nome “
la Sollevazione del Cristo” contro gli austraci.
Furono i “chioggiotti” a trasportare da Cesenatico Garibaldi col suo seguito in fuga per portare aiuto a Venezia assediata.
Durante il Risorgimento Italiano Chiogga vantò di aver dato tantissimi uomini per le campagne
garibaldini, nella spedizione dei Mille il più giovane fu l’undicenne Giuseppe Marchetti.
Durante la seconda Guerra Mondiale Chioggia rischiò il bombardamento a tappeto da parte dell'aviazione alleata.
Solo grazie alla rivolta dei cittadini, i nazifascisti si arresero e il 27 aprile 1945 la città venne
liberata dalle forze alleate.
Chioggia, collegata da poche strade alla terraferma, ha calli, ponti e la tipicità di palazzi e chiese,
come Venezia, che si affacciano sul Canal Vena, collegati da nove ponti il più importante è il ponte Vigo,
che è a ridosso della laguna prospiciente la stazione dei battelli diretti a Palestrina e sormontata su una
colonna il Leone marciano simbolo veneto, ma che i veneziani chiamano “el gato” per le dimensioni molto
inferiori a quelle del leone di Venezia, questa è una delle cause per i forti litigi, le famose "baruffe",
tra veneziani e chioggiotti, questi ultimi ritenendosi offesi dal disprezzo che tale appellativo esprime
Carlo Goldoni abitò per alcuni anni a Palazzo Poli, molte delle sue commedie furono ambientate in questa città,
nel 1762 a Venezia vennero rappresentate le più conosciute “Le baruffe chiozzotte”
“Chiozza è una bella e ricca città venticinque miglia distante da Venezia, piantata anch'essa nelle Lagune,
isolata ma resa Penisola per via di un lunghissimo ponte di legno, che comunica colla Terraferma.
Ha un Governatore con il titolo di Podestà, ch'è sempre di una delle prime Case Patrizie della Repubblica di Venezia,
a cui appartiene. Ha un Vescovo colà trasportato dall'antica sede di Malamocco. Ha un porto vivissimo e comodo
e ben fortificato, vi è il ceto nobile, il civile ed il mercantile. Vi sono delle persone di merito e di distinzione.
Il Cavaliere della città ha il titolo di Cancellier Grande, ed ha il privilegio di portare la veste colle maniche lunghe e larghe,
come i Procuratori di San Marco. Ella in somma è una città rispettabile. »
Così lo stesso Goldoni descrive Chioggia nella prefazione alle Baruffe:
Gli altri canali che attraversano o racchiudono perpendicolarmente Chioggia sono il Canal Lusenzo, a sud,
il Canal Lombardo, a ovest, e il Canale San Domenico, a est. La parte della città più esterna della città
viene chiamata Riva Mare anche se in realtà non si affaccia sulla laguna; il nome deriva dalla sua posizione
protesa, appunto, in direzione del mare.
Oggi da ammirarsi a Chioggia case e palazzi lungo i canali; la frazione di Sottomarina e Isolaverde con il lido,
le cui spiagge si estende dalla bocca del porto di Chioggia fino alla foce del fiume Brenta mentre la spiaggia
di Isolaverde dal fiume Brenta fino all’Adige.
Grande risorsa economica i rinomati stabilimenti balneari lungo tutta la spiaggia. La spiaggia è
raggiungibile mediante il Lungomare Adriatico, una lunga via che consente di proseguire da Viale Mediterraneo
verso gli stabilimenti balneari e le vie interne.
Numerose sono le chiese cattoliche presenti nel territorio.
Fra queste la chiesa di Sant'Andrea, del 1700, ha al suo fianco una torre in stile romanico - detta Torre dell'Orologio –
risalente all'XI-XII secolo e, un tempo, torre di difesa e di avvistamento militare. Possiede al suo
interno l'orologio da torre più antico del mondo realizzato da Giovanni Dondi dell'Orologio.
All'interno dell'edificio religioso è presente una Crocifissione di Palma il Vecchio (1480-1528).
Chioggia con la vicina Sottomarina forma il corpo urbano cittadino.
Sottomarina anticamente aveva la forma di una striscia di terra nella parte meridionale della Laguna. Delimitata a Sud, dalla foce del Brenta-Bacchiglione
(porto di Brondolo), giungeva a Nord fino al Porto di S. Felice; l'abitato era rivolto verso la laguna (o palude) del Lusenzo e
praticamente era limitato alla zona che va dal porto fino all'attuale Mercato vecchio.
Alla bocca del porto si trovavano due torri di legno rispettivamente dette della Lupa e de Lion.
In seguito alla totale distruzione avvenuta nel 1379 nel corso della guerra di Chioggia, Sottomarina rimarrà disabitata,
senza più difese a mare, quindi luogo soggetto a continue inondazioni. Verrà impedita la ricostruzione dallo stesso senato,
solamente verso la seconda metà del 1600 si ricostruirà Sottomarina. Nel secolo successivo per difendere l'intero bacino
lagunare verrà costruita l'imponente opera dei Murazzi.
La città anticamente costituiva un centro attivo e fiorente, governato da un suo tribuno e da leggi proprie.
Poteva contare alcuni importanti chiese (S. Martino, S. Antonio Abate, S. Matteo), un Ospedale e un castello con torre,
sito nell'omonima isoletta (Buoncastello).
Da qui era collegata con Chioggia attraverso un ponte in muratura che per il canal Lusenzo raggiungeva l'isola di S. Domenico e quindi Chioggia.
Oltre 5 Km e mezzo di arenile, una larghezza che in alcuni punti supera i 300 metri.
La sua leggenda non è delle più antiche. Il suo sviluppo territoriale è dovuto essenzialmente alla fortunata coincidenza
di due elementi: l'ultima deviazione del Brenta dalla laguna avvenuta alla fine del secolo scorso, resasi necessaria
per evitare il completo interramento e l'ormai compromessa salvezza della sua flora e fauna, nonché il pericolo della malaria;
e la costruzione della diga sud del porto di Chioggia (S. Felice), opera effettuata alla metà degli anni 30 per la salvaguardia
del territorio e la sicurezza delle imbarcazioni. Da allora gli apporti detritici del fiume allargarono in forma consistente
il litorale, modificando in modo strutturale il territorio, con medie di tre metri l'anno. Attualmente la spiaggia e la zona
turistica sono modernamente attrezzate con strutture alberghieri, con campeggi e residenze private per ospitare ospiti italiani e stranieti.
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