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Brindisi importante città del Salento, ricoprì sempre un importante ruolo sia commerciale che culturale, grazie alla sua posizione verso Oriente e al suo porto naturale sull’Adriatico, un’insenatura che si inoltra profondamente nella costa con importanti collegamenti con la Grecia, Turchia e Albania.

La città di Brindisi

L’arcivescovo Annibale De Leo, nato il 1739 e morto il 1814, così decantava questo porto a forma di testa di cervo, da qui il suo nome Brention:

« Ove il mare Adriatico bagnando l'estrema parte d'Italia si distende entro la penisola, che Japigia dagli antichi si nominava, quivi è formato dalla natura il porto di Brindisi, porto il più celebre che immaginar si possa in tutta l'antichità... »
Infatti le caratteristiche dell’antica città di Brindisi sono visibili anche nello Stemma: la testa di cervo, che ricorda le ramificazioni delle corna di un cervo evidenziando il levante e ponente in cui il porto è diviso, presenti sono anche le “colonne terminali” della via Appia in cima a quella che oggi è denominata “la scalinata di Virgilio”.

Dai greci chiamata Brenteson e Bruntisium dai latini, Brindisi si trova nella parte nord-orientale della pianura salentina a 40 km dalla valle d’Itria, poco distante sia dalle prime propagini delle basse Murge, che dalla Riserva Marina Naturale de WWF di Torre Guaceto, a 45 km finisce l’Adriatico e inizia il mar Jonio.

Brindisi attivamente inserita nell’agricoltura, ha sviluppato enormemente anche il settore industriale soprattutto chimico ed energetico. Le sue origini sono molto antiche risalgono all’età del bronzo, XVI sec. a. C., periodo in cui sono state ritrovate capanne protette da un terrapieno di pietre, la necropoli di Tor Pisana, dove sono rinvenuti frammenti di ceramica micenea.

Conquistata dai romani, nel 83 a. C fu elevata al rango di Municipio e nel 240 a. C. ricevette la cittadinanza romana. Attraverso le consolari:

Sud Italia



Appia, Regina Viarum, e la Traiana godette di importanti collegamenti stradali raggiungendo il maggior splendore.

Per chi si recava in Grecia per motivi culturali era un percorso naturale. Brindisi diede i natali al poeta Marco Pacuvio; qui si fermò Cicerone ospite di Lenio Flacco; a Brindisi si trattenne Orazio Flacco, accompagnato da Mecenate, a causa del suo esilio; fu meta dello sbarco di Agrippina con le ceneri di Germanico;e il celebre Virgilio vi morì il 19 Settembre a. C. proprio tornando da un viaggio in Grecia.

Fu conquistata dai Goti nel VI secolo, poi nel 674 fu rasa al suolo dai Longobardi guidati da Romualdo, quindi fu presa dai Bizantini e, nel 1070, dai Normanni.

Nella Cattedrale di Brindisi si sposo Federico II di Svezia con l’erede al trono di Gerusalemme Isabella (o Jolanda) di Brienne e dal porto di Brindisi sempre Federico partì per la Sesta Crociata nel 1227.
La peste del 1348 decimò la popolazione, che si risviluppò con gli influssi migratori di slavi, albanesi e greci.

Dal 1496 al 1509 passò sotto Venezia, poi sotto il dominio spagnolo, sotto quest’ultimo subì un periodo di declino e molti terreni subirono un progressivo impaludimento.

Sotto i Borboni Brindisi ebbe una ricrescita,né contribuì anche il Regno d’Italia e l’apertura del canale di Suez nel 1869, da qui si partiva per le Indie.

Ma Brindisi durante la Seconda Guerra Mondiale divenne sede del comando Alleato per il basso Adriatico, offrendo anche rifugio all’intera famiglia reale al momento della loro fuga, divenendo Capitale d’Italia. Monumenti e luoghi di interesse da visitare nel periodo medioevale:

Porto di Brindisi



La Chiesa di San Giovanni al Sepolcro con pianta circolare risalente forse agli inizi del XII secolo e tracce di affreschi lungo le pareti interne. Di particolare interesse il portale, sormontato da un protiro con decorazioni in bassorilievo.

La Chiesa di Santa Maria del Casale, capolavoro romanico-gotico fuori dal centro abitato, pregevole esempio di architettura di passaggio dal romanico al gotico, fu costruita intorno al 1300. Nell'interno è possibile ammirare affreschi trecenteschi.

La Chiesa del Cristo, ultimata intorno al 1232, ha una facciata di stile romanico con un grande rosone (di restauro). All'interno presenta due sculture lignee interessanti: un Crocefisso e una Madonna col Bambino, entrambi riconducibili alla scultura gotica francese del XIII secolo.

La Cattedrale, eretta in stile romanico tra l'XI e il XII secolo, conserva di quel periodo solo alcuni tratti interessanti del pavimento musivo originale del XII secolo.

Del periodo Rinascimentale fino all’Unità d’Italia da ricordarsi sono:
La Chiesa di Santa Maria degli Angeli, fu costruita nel 1609 per iniziativa di San Lorenzo per le clarisse di Brindisi.

La Chiesa di Santa Teresa, costruita nel 1671 nel quartiere detto "degli spagnoli", è tipico esempio di architettura barocca.

La facciata e il campanile della Cattedrale risalgono alla seconda metà del Settecento, quando l'edificio venne ricostruito a seguito del terremoto del 1743.
Mentre di più recente periodo è la Chiesa del Sacro Cuore costruita in stile neo-romanico nel 1934 dalla Congregazione salesiana
Del periodo romano altre architetture civili:

Porto di Brindisi



Le due colonne romane da sempre simbolo della città di Brindisi, eraun riferimento portuale per gli antichi naviganti, costruite nel II secolo d. C. con marmo proconnesio.

L’area archeologia dei San Pietro degli Schiavoni sotto il nuovo Teatro Verdi, in cui si riconoscono una strada lastricata di età romana e le abitazioni, le botteghe e le terme che vi si affacciano.

Le Vasche Limarie dell'antico acquedotto.
La Fontana Tancredi sull'antica via Appia, costruita o restaurata da Tancredi, ultimo re normanno, nel 1192, a ricordo del matrimonio tra suo figlio Ruggero e Irene Angelo.

Il cosidetto Portico dei Cavalieri Templari loggia del più antico palazzo Vescovile del XIII secolo, e oggi ingresso del Museo Ribezzo La Loggia Balsamo è in realtà di un balcone su mensole decorate appartenente a un palazzetto della fine del XIII secolo in stile gotico.
Il Palazzo Granfei-Nervegna è un esempio di architettura tardo-rinascimentale con influenze catalane.

La Fontana de Torres voluta nel 1619 dal governatore spagnolo Pedro Aloysio de Torres per condurre l'acqua nella piazza del Mercato, ha una bella vasca di marmo, forse un fonte battesimale di epoca medievale.

Il Palazzo del Seminario realizzato nel 1720 su progetto di Mauro Manieri, il Museo Diocesano e la prestigiosa Biblioteca arcivescovile Annibale De Leo.

Obelisco Via Appia

Veduta del Monumento al Marinaio disegnato nel 1933-34 da Luigi Brunati, ha la forma di un timone, è alto 53 m. in pietra di càrpano e spicca sul porto della città.

Nel 1926-31 fu costruito il Monumento ai Caduti in marmo bianco di Carrara da Edgardo Simone.
Tantissimi ancora gli edifici realizzati in epoca più recente, senza mai tralasciare le strutture militari quali:
Il Castello Svevo voluto da Federico II, risale al 1227, ma al nucleo originario fu aggiunto un antemurale con poderosi torri angolari ad opera degli Aragonesi.

Il Castello Alfonsino (o Aragonese), più conosciuto come Forte a mare, è una fortezza realizzata sull'isola di Sant'Andrea antistante il porto di Brindisi, da Ferdinando i D’Aragona nel 1445 e ampliata nel XVI-XVII secolo.

Nell'ambito territoriale del comune di Brindisi sono dislocate alcune aree ambientali protette, alcune di recente istituzione.
Il Parco Naturale regionale Salina di Punta della Contessa, che si sviluppa tra il Capo di Torre Cavallo e della Contessa di 214 ettari.
L’Oasi di protezione faunistica del Cillarese, artificiale a nord-ovest di Brindisi di circa 170 ettari;

La Riseva naturale regionale “Bosco di Cerano” tra Brindisi e san Pietro Vernotico, altra area protetta Bosco di Santa Terea e dei Lucci e la riserva naturale Marina Torre Guaceto.

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