Vacanze in Riviera Adriatica
Lignano Sabbiadoro
Marano Lagunare
Trieste
Muggia
Grado
Caorle
Bibione
Jesolo
Venezia
Chioggia
Ravenna
Rimini
Pesaro
Fano
Senigallia
Ancona
Civitanova Marche
San Benedetto del Tronto
Giulianova
Pescara
Ortona
Vasto
Termoli
Manfredonia
Barletta
Trani
Bisceglie
Molfetta
Giovinazzo
Bari
Mola di Bari
Polignano a Mare
Putignano
Monopoli
Brindisi
Otranto
|
|
Barra di navigazione: Vacanze in Riviera Adriatica > La città di Bisceglie
Guarda le previsioni Meteo a Bisceglie
Bisceglie chiamata “Vescegghie” , dal nome di una delle specie di querce che vi crescevano tutt'attorno,
sorgeva sulla via Traiana lungo la costa, tra le città di Molfetta e Trani. Il luogo era ricco di vegetazione
e la riva presentava una insenatura, sicuro approdo per le barche.
Questo luogo divenne lo sbocco a mare delle genti dei casali; oggi è un fiorente centro commerciale e turistico,
oltre ad essere agricolo con industrie manifatturiere; posta a 16 m s.l.m. sulla costa del basso Adriatico appartiene
alla provincia di Barletta-Andria-Trani con un clima tipicamente mediterraneo.

I primi insediamenti umani avvennero nel periodo Neolitico (VI - IV millennio a.C.), a breve distanza l'uno dall'altro
e posti in genere in prossimità delle lame, di grande rilievo le Cave Mastrodonato e la grotta della lama S.Croce.
La città fu fondata dai Normanni nell’XI sec., nel 1042 passò sotto Roberto di Guiscardo, che la donò a Pietro conte di Trani.
In epoca Longobarda si costituì un piccolo borgo contadino e marinaro, in questo il periodo sorsero i vicini borghi di Terlizzi
e Giovinazzo e le scorrerie dei Saraceni i quali saccheggiavano e distruggevano i casali sparsi nell'entroterra.
Sotto gli Angioini ebbe un florido periodo, la famiglia del Balzò creò una flotta mercantile per commerciare anche con i principali
porti della Dalmazia e di Trieste, passò poi a Lucrezia Borgia e dopo la morte del marito Alfonso d’Aragona al loro figlio Rodrigo.

Nel 1512 Bisceglie ritornò alla corona spagnola, che fece costruire un nuovo sistema di fortificazioni. Lo stemma della città rappresenta
una quercia dorata disposta su uno scudo rosso sovrastato da una corona e racchiuso da un incrocio di rami di alloro a sinistra e di quercia
a destra annodati da un tricolore alla base. La quercia, che rimanda anche ad una possibile origine etimologica del nome Bisceglie,
fu donata alla città come simbolo di fedeltà da Carlo D’Angiò.
Con Carlo D’Angiò, fratello del re di Francia, iniziò il periodo angioino che durò 180 anni, dopo aver sconfitto il regno Svevo,
Nel 1266 Bisceglie entrò a far parte del feudo dei Conti di Monfort, al seguito di Carlo d'Angiò e per volontà sovrana tennero queste
terre come propri feudi.
I più accaniti sostenitori degli Angioini furono i Falcone potenti e ricchi signori che occuparono le più importanti cariche politiche, religiose e civili
Nel 1326 la città passò sotto il potere di Roberto, fondatore insieme al fratello Filippo del vasto principato di Taranto.
Bisceglie seguì come altre città un periodo di instabilità e lotte interne anche per il malgoverno della regina Giovanna I,
detta dei quattro mariti, succeduta a Roberto.
Intrigante e capricciosa, con l'aiuto del conte Pipino da Barletta, fece uccidere il marito Andrea d'Ungheria subendone poi le conseguenze
di suo cognato il re Luigi d'Ungheria sceso in Italia per vendicarne la morte del fratello Andrea.
Giovanna si rifugiò ad Avignone presso il Papa, la Puglia si ribellò e di guerriglia durò fino al 1352 quando per intercessione
del Papa il re d'Ungheria riconobbe Giovanna regina di Napoli.
L'ultimo atto di guerriglia nella contea di Bisceglie si ebbe tra Luigi I d'Angiò e Carlo III di Durazzo al seguito del quale c'era il
capitano di ventura Alberico da Barbiano.

Nella notte del 13 Settembre il Barbiano riuscì ad entrare in Bisceglie, attraverso un varco aperto presso la chiesa di San Nicolò
al Porto ed a scacciare i francesi dopo aver seminato orrore e morte tra gli abitanti.
Si formarono due fazioni:, i durazzeschi e gli angioini.
Questi ultimi stanchi delle violenze ad opera di Carlo III di Durazzo, aprirono le porte della città all'esercito di Luigi I d'Angiò
che rioccuparono la città.
Luigi I rientrato in città vi morì pochi giorni dopo a causa delle ferite riportate durante la battaglia.
Il corpo fu sepolto nella chiesa di San Ludovico , dove più tardi sulle stesse rovine fu costruita la chiesa di San Luigi.
Dal 1405 al 1414 il feudo passò sotto il diretto controllo della regina Giovanna II che concesse a Bisceglie alcuni privilegi
come l'esenzione del pagamento di alcune tasse.
A complicare il periodo angioino fu anche lo scisma cattolico, infatti a Bisceglie visse un vescovo scismatico, eletto dall'antipapa,
certo Nicola Petracino il quale destinò come propria sede vescovile la chiesa di San Adoeno, dove si conserva il sigillo episcopale.
GLI ARAGONESI seguì il periodo Angioino, che furono cacciati nel 1442 da Alfonso V D’Aragona.
Bisceglie in particolar modo fedele e memore dei benefici ricevuti dagli Angioini, divenne uno dei più vivaci centri di resistenza angioina.
La ribellione di Bisceglie fu duramente repressa dagli Aragonesi i quali riaffidarono il feudo a Giovanni Antonio Del Balzo Orsini.
Quest'ultimo insofferente della politica aragonese, che tendeva a privilegiare i piccoli proprietari terrieri a danno dei feudatari,
si alleò con altri baroni contro il re Ferdinando I d'Aragona ricorrendo all'aiuto di Giovanni d'Angiò duca di Calabria.
La Puglia fu in quel tempo teatro di sanguinose guerriglie fino al 21 Settembre 1462 quando fu firmato un accordo tra Ferdinando D'Aragona
e i Del Balzo Orsini, il conte Francesco II Del Balzo riottenne così Bisceglie iniziando un lungo lavoro di restauro ed abbellimento della città.
Fu iniziata la costruzione della nuova cinta muraria più alta e robusta, con vuoti e terrapieni per renderla più consona al nuovo tipo
di guerra fatta con armi da fuoco.
Il Conte fece restaurare gli altari della Cattedrale, riesumando le reliquie dei Santi che furono sistemate in un'unica urna di cipresso
richiamando una moltitudine di persone e di ammalati dai centri vicini.
In pellegrinaggio vi giunse lo stesso Re Ferdinando I con il figlio principe Alfonso.
Fu costruito il convento francescano presso la chiesa di San Lorenzo e la donazione da parte del Re al comune del largo del Palazzuolo.
Alla morte del Conte gli successe il figlio Pirro che l'anno dopo entrando nella Congiura dei Baroni contro il Re, perse del tutto il Feudo.
Bisceglie da contea divenne marchesato ed fu assegnata dal Re, Ferdinando I, al figlio Francesco e dopo la morte di costui al fratello
Federico il quale, rese Bisceglie autonoma e libera da ogni vincolo feudatario.
Le principali famiglie del momento erano: Schinosa, Berarducci, Frisari, Pedone.
Tra tutte furono i Frisari, i quali imparentatisi con i Falcone nel 1400 divennero la famiglia più potente.
Monumenti e luoghi d’interesse: : la chiesa di Santa Margherita del XII secolo in stile romanico pugliese,
il castello normanno con la torre maestra, l'Abazia di S. Adoeno del XI secolo, e la cattedrale in stile romanico pugliese,
iniziata alla fine del sec. XI e consacrata nel 1295, recentemente restaurata.
Bisceglie offre un mare dall’acqua estremamente pulita, spiagge curate e con un buonissimo livello per strutture turistiche.
A nord del porto un lungomare con ritrovi giovanili esclusivi aperti non solo nel periodo estivo.
Cala del Pantano insenatura naturale a sud della città.
viene utilizzata da pescatori locali per ormeggiare piccole imbarcazioni amatoriali.
Grotte di Ripalta situate più a nord rispetto alla cala del pantano.
si possono ammirare diverse grotte naturali, alcune con accesso esclusivo via mare, altre situate sulla scogliera
e parzialmente protette da grate.
Spiaggia il Macello situata sull'omonimo lungomare, a sud del porto e
confina con la spiaggia "la batteria".
Spiaggia “la Batteria” nonostante sia situata al confine con l'area portuale, si presenta particolarmente pulita e balneabile,
l'acqua cristallina con una vasta distesa di ciottoli bianchissimi.
Spiaggia la Testa
Trullo verde e Teatro Mediterraneo zona caratterizzata dalla presenza di un anfiteatro sul mare e dalle infrastrutture
particolarmente ricche e curate. In questa zona è possibile ammirare la particolare tecnica di costruzione biscegliese dei muretti a secco.
Vi sono numerose strutture d'intrattenimento di carattere balneare e notturno.
L'anfiteatro costruito nel 1992 è un luogo dove si tengono rappresentazioni teatrali e piccoli concerti organizzate dall'amministrazione comunale, inserite nel programma dell'estate biscegliese.
Il Pontelama ultima spiaggia situata ai margini con il territorio di Trani,
piuttosto ampia e tranquilla per la poca presenza di bambini, sembra essere guardata a vista dalla presenza di una antica torre,
forse di origine sveva, detta "Della Guardia".
|
|