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Bari capoluogo dell’omonima Provincia e della regione Puglia , è la città dopo Napoli più numerosa di abitanti e dove si riposano
le reliquie di San Nicola, la Basilica è diventata uno dei centri prediletti dagli Ortodossi in Italia.

Bari chiamata dai baresi Bàre è simile a un grosso cuneo molto articolato con base sul litorale adriatico.
Fin dal passato ha rappresentato il capolinea di traffici con l’Oriente e il suo porto è un importantissimo scalo adriatico,
dal 1930 è la sede della Fiera del Levante, di una Università degli Studi, una delle più famose d’Italia e del Politecnico di Bari,
unico del centro-sud.
Il centro storico, Barivecchia, ha una storia millenaria, mentre il quartiere ottocentesco”quartiere murattino” è l’ampia zona commerciale a forma di scacchiera.
Nel 2007 Puttin nell’incontro Italo-russo, dichiarò: “Dopo Gerusalemme,la città più importante per noi è Bari“
Città con clima tipicamente mediterraneo, inverni miti, estati calde e umide, scarse sono le precipitazioni piovose.
Bari in greco Barion e in latino Barium, esistente già forse nell’età del bronzo, entre a far parte del dominio romano
nel III secolo a. C. come municipium e con la costruzione della via Traiana si sviluppò.
Con la cduta dell’impero romano nel IV sec. fu contesa tra i Longobardi e i Bizantini, che la saccheggiarono nel 669.
Passò dal 847 al 871 ai Berberi, fu sede dunque di un Emirato, poi passò ai duchi di Benevento e nuovamente nel 875 ai Bizantini,
che la fecero capitale del Thema di Longobardia, a cui appartenevano anche la Calabria e l’Apulia.

La flotta Veneziana liberò Bari dall’assedio saraceno, che durava da 6 anni, nel 1002 si ribellò al catapano bizantino e nel 1018 ottenne l’autonomia.
Nel 1068 seguì l’assedio dei normanni, nel 1087 vi furono portate le spoglie di San Nicola di Myra, tra il XII e XIV secolo diventò il porto di partenza per le Crociate.
Nel 1098 presieduto da Urbano II nella nuova Basilica di San Nicola si riunì all’indomani dello scisma,
il concilio formato da 180 Vescovi per discutere il rapporto fra la Chiesa Ortodossa e quella Romana.
Guglielmom il Malo distrusse Bari, che in epoca sveva ritornò a fiorire, il castello fu eretto da Federico II su fortificazioni normanne,
seguì una decadenza sotto la dominazione: angioina, spagnola e aragonese, un periodo di splendore sotto gli Sforza, con le duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza.
Passò sotto la dominazione Veneziana, che contribuì all’ampliamento del porto, a un periodo florido,
a un fiorente commercio con l’entroterra per i prodotti richiesti sui mercati esteri.
Nel 1813 con Gioacchino Murat iniziò l’espansione cittadina fuori delle mura medioevali: borgo nuovo o borgo murattiano caratterizzato dal tracciato ottagonale.
Bari divenuta provincia, si sviluppò e furono costruiti diversi edifici: Teatro Piccinni, la camera di commercio,
l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi e la casa editrice Laterza.
Durante il ventennio fascista fu costruito il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante, con la quale prese vita il disegno di "Bari porta d'oriente",
consacrato negli anni recenti dal ruolo di "European gateway" assegnato dall'Unione Europea.
Bari si trasformò in Metropoli e a causa della sua posizione accoglie un grandissimo afflusso di immigrazione dall’est. Il 6 Agosto del 1991 nave Vlora sbarcò oltre ventimila albanesi.
Vennero ristrutturati: il porto, la ferrovia, l’aeroporto e l’interporto.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Bari Brindisi e Taranto furono considerate dagli Alleati fra i più attivi porti
e strategicamente importanti di tutto il mezzogiorno italiano. Il porto di Bari subì un attacco “il Disastro di Bari”
conosciuto tra i più tragici bombardamenti navali della seconda guerra mondiale insieme all'attacco di Pearl Harbor,
in cui le navi affondate furono parimenti 17, e l'attacco alla flotta italiana a Taranto del 1940.
La maggior parte di questi avvenimenti fu commentata e trasmessa da Radio Bari che dal settembre del 1943 era diventata
la prima radio dell'Italia libera, anche se operava sotto il controllo degli Alleati
San Nicola di Myra è veneratissimo tra cattolici, ortodossi e protestanti.

La tradizione vuole che quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia,
città rivali, entrarono in competizione per il possesso delle reliquie.
È noto che la spedizione barese formata da 62 marinai, battendo sul tempo i Veneziani, riuscì ad impadronirsi per prima delle spoglie del Santo,
che il 9 maggio 1087, furono depositate in una Chiesa di benedettini sotto la custodia dell'abate Elia.
La leggenda narra altresì che le spoglie furono collocate nel luogo in cui si fermarono i buoi che trainavano il corpo del Santo.
L'abate (poi vescovo di Bari) iniziò la costruzione di una nuova Chiesa, che fu consacrata nel 1089 da Papa Urbano II.
Solo dopo fu edificata l'attuale Basilica romanica. Ancora oggi sono custodite, sotto l'altare della cripta, le ossa del Santo patrono della città.
Proprio da queste ossa i monaci avrebbero estratto un liquido dalle potenzialità taumaturgiche, chiamato manna. A questa vicenda vanno ricondotte
le qualità di taumaturgo attribuite a San Nicola.
Per altre info:
AGRITURISMO SICILIA -
Olio Pugliese
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