Vacanze in Riviera Adriatica
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Ancona sulla costa Adriatica dell’Italia Centrale, è capoluogo dell’omonima provincia e della regione Marche, sorge, protendendosi a picco verso il mare,
su un promontorio a forma di gomito piegato, lo stesso nome in greco Ankon vuole dire gomito, fu fondata dai Siracusani nel 387 a. C.
Grazie alla forma a “gomito” Ancona è l’unica città, dove oltre a vedere, come su tutta la costa Adriatica,
sorgere il sole, si può ammirare anche il tramonto ed è bagnata sia ad Est che ad Ovest.

La città è ricca di storia, monumenti, parchi e sulle colline attorno all’arco del porto,
da cui partono navi per la Grecia, Croazia, Albania, Turchia e Montenegro, si affacciano rioni storici.
Il porto è importante per i numerosi imbarchi, scambi merci e per la pesca; si trova all’interno del
Golfo Ancona originato dal promontorio e dalle due appendici di due monti “Conero e Ancona”.
La città possiede varie spiagge: la più centrale è quella del Passetto, tipica spiaggia di costa alta,
ricca di scogli, tra i quali la Seggiola del Papa (uno dei simboli della città), lo scoglio del Quadrato,
molto apprezzato per la possibilità di tuffarsi nell'acqua profonda.

A Nord del porto la costa è bassa. In questa zona da ricordare è la spiaggia di Palombina, sabbiosa,
di carattere urbano e con un'aria vivacemente popolare, in vista del golfo dorico e bordata dalla linea ferroviaria.
Il territorio cittadino è caratterizzato da un'alternanza di fasce collinari e di vallate.
A settentrione la fascia di colline affacciate direttamente sul mare sono:
Colle Guasco dove si trova il Duomo;
Colle dei Cappuccini con il Faro, Monte Cardetto con le fortificazioni immerse in un parco.
Più a Sud si trova la vallata, nel passato detta Piana degli Orti, oggi attraversata dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria.
A Sud di questa vallata c'è poi la seconda fascia collinare: con il colle Astagno, sul quale sorge la Cittadella, un grande polmone verde all'interno della città,
il colle di Santo Stefano, con il parco del Pincio, Monte Pulito, con la sede dell'Ammiragliato,
Monte Pelago, con il piccolo osservatorio astronomico, ed infine il Monte Santa Margherita, a picco sul mare, occupato nelle sue pendici Nord dal parco del Passetto.
La vallata che si trova ancora a Sud è costituita da Valle Miano e dal Piano San Lazzaro, occupato dal quartiere omonimo, il solo punto della città pianeggiante.
Ancora a Sud si estende la fascia di colline periferiche e infine la vallata dei Piani della Baraccola.
Comode e facili sono le comunicazioni sia via mare, che via terra che aeree.
Durante l’età del bronza alcuni insediamenti occuparono la zona centrale di Ancona, nell’età del ferro divenne un villaggio piceno.
Nel 387 a. C. un gruppo di greci attratti dal grande porto naturale fondò la città sul colle Guasco.
Con l’arrivo dei romani, la popolazione delle Marche cercò di convivere pacificamente, attraversando un periodo di transizione non solo per cultura ma anche per la lingua.
Dal 113 a.C. Ancona orgogliosamente era un città romana di origine greche e i Romani la consideravano la “Porta per l’Italia da Oriente”
e la sede dei commerci con la Dalmazia, Egitto e Asia, per tale motivo Traiano fortificò la città e ampliò il porto.
Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Ancona entrò a far parte dell’Impero Romano d’Oriente e della Pentapoli marittima,
terminato il domino longobardo nel 774 d. C. passò allo Stato della Chiesa.

Ancona divenne capo della Marca di Ancona sotto il Sacro Romano Impero, con la fine del sec. XII divenne Comune e Repubblica Marinara.
La forza di Ancona, comunque, era tale che nel 1137 respinse l'imperatore Lotario II, nel 1167 anche l'imperatore Federico Barbarossa e nel 1174,
quando il Barbarossa inviò ad Ancona il suo luogotenente, l'Arcivescovo Cristiano di Magonza, per sottomettere una buona volta la città. Ancona,
però, uscì vittoriosa ancora una volta.
Con la scoperta dell’America e la caduta di Costantinopoli, il centro del commercio si spostò dal Mediterraneo all’Atlantico.
Nel 1797 Napoleone occupò la cittàe fondò la Repubblica Anconetana e un anno dopo fu annessa alla prima Repubblica Romana,
nel 1808 passò al Regno Italico Napoleonico e divenne capoluogo del Dipartimento del Metauro, dal 1808 al 1815 fu la seconda
città del regno e sede di Eugenio Beauharnais, da qui si diffuse l Carboneria grazie alle idee rivoluzionarie dei francesi.
Proprio per le sue idee, per l’eroismo, gli ideali di libertà e d’indipendenza nel 1849, Ancona ricevette la medaglia d’oro al valor militare
Nel 1860, dopo la sconfitta di Castelfidardo, le truppe pontificie si rifugiarono in Ancona per tentare l'ultima difesa dei territori pontifici:
Ancona era ormai per loro l'ultimo baluardo. Il 29 settembre 1860 le truppe dei generali Cialdini e Manfredo Fanti entrarono vittoriose in Ancona.
Nel novembre dello stesso anno un plebiscito ufficializzò l'ingresso di Ancona Marche ed Umbria nel Regno d'Italia. Subito Ancona assunse un ruolo
militare notevole nella compagine difensiva del giovane regno: fu una delle cinque piazzeforti di prima classe, insieme a Torino, La Spezia, Taranto e Bologna.
Momenti che la videro alla ribalta nazionale furono nel 1914 la Settimana Rossa e nel 1920, durante il biennio rosso, la Rivolta dei Bersaglieri.
Nel periodo Fascista la città si sviluppò notevolmente, ma per la sua posizione subì numerosi bombardamenti, il 18 luglio del 1944 il generale polacco Wladyslaw Anders liberò la città dai tedeschi.
Lo sviluppo turistico si ebbe non solo per il numero di persone che si imbarcano, ma per la spiaggia di Portonovo, dotata di alberghi e campeggie l’amplissima gamma e ricchezza nell’offerta storico culturale.

Il territorio di Portonovo, parte integrante del Conero, un monte abitato fin dalla preistoria, con i seguenti domini: piceno, dorico, romano, bizantino,
pontificio, francese, e infine, italiano. Visibile la traccia unica della vita monastica che contraddistingue questa zona nel medioevo, con eremiti
alla ricerca di silenzio e solitudine, è l'incantevole chiesetta di S. Maria, capolavoro romanico (XI sec.). Lungo la sua spiaggia, punto d'approdo
e predaggio di navi turche, si incontrano significative testimonianze storiche: la torre di Guardia eretta nel '700 a difesa dei pirati,
e il Fortino napoleonico, baluardo militare ora adibito ad albergo.
Portonovo, da quest'anno Bandiera Blu e gioiello del monte Conero si distende in un contesto naturale ancora intatto,
laddove la macchia mediterranea arriva a toccare l'acqua cristallina del mare. L'arenile, formato da una frana staccatasi
da Pian Grande in epoca remota, risplende dei bianchi ciottoli di pietra del Conero, levigati continuamente dalle onde.
Due laghetti salmastri, intorno ai quali orbitano numerose leggende, arricchiscono un ambiente unico, divenuto in parte Riserva naturale.
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